Storia di Yakinop, il re italiano di Google Maps: chi è, cosa fa, come lo fa. E perché (non) teme le IA

Il padre di Yakinop è marocchino, la mamma è di origine napoletana, lui è nato e ha vissuto i primi anni della propria vita a Bolzano, poi si è trasferito a Milano e adesso sta a Roma. Per ora basta, perché “per ora non mi sposto più molto”, come ci ha detto con un sorriso durante la nostra chiacchierata.

Non si sposta più molto nel mondo reale, ma forse il viaggio lo ha in qualche modo scritto nel sangue, visto che Yakinop, il cui vero nome è Yassin En Naimi, è uno dei più grandi esperti e frequentatori di Google Maps al mondo. E quindi si sposta eccome, anche se virtualmente.

tiktok: un video che mostra le capacità di Yakinop

È sindaco grazie a Fortnite

Lo abbiamo incontrato perché Yakinop è uno degli 8 protagonisti di Muoversi Liberamente, il podcast di Q8 dedicato a innovazione negli spostamenti, sostenibilità e futuro. Si ascolta sulle principali piattaforme ed è condotto da Carolina Di Domenico e per il 33enne creator digitale è stato ovvio accettare di partecipare: “Mi hanno cercato in un momento in cui non stavo pubblicando molto e quindi ero un po’ lontano dai riflettori, ed è una cosa che ho apprezzato – ci ha spiegato – E poi il filo conduttore è muoversi liberamente e trovare modi alternativi di viaggiare, e quali viaggi sono più alternativi dei miei nei mondi virtuali?”.

Yakinop, che ha quasi mezzo milione di follower su TikTok, oltre 100mila su Instagram e più di 70mila su YouTube, ha in realtà iniziato tutto su un’altra piattaforma ancora, che è anche quella cui si deve il soprannome del suo soprannome. Quando gli abbiamo chiesto perché online è conosciuto sia come Yakinop sia come Il Sindaco, l’ha ricordato con noi: “La prima parola viene da Yaki, che era il nomignolo che mi aveva dato la mia madrina quando ero piccolo, mentre la seconda è colpa di Fortnite”. In che senso? “Fra 2019 e 2020 ho iniziato a fare streaming di videogiochi su Twitch (qui i follower sono oltre 130mila, ndr) e sono partito da Fortnite, che all’epoca era già molto popolare. E completamente per caso, il mio personaggio scendeva e cominciava a combattere sempre nella stessa città. Sempre la stessa, fra le tante che possono capitare nel gioco. E quando le persone hanno iniziato a notarlo, a scherzare e a prendermi in giro, alludendo al fatto che fossi il sindaco di quella città, ho deciso di tenere quel nickname e farlo mio”.

Oggi Yakinop ha un po’ abbandonato i videogiochi e la maggior parte della sua attività sui social la dedica a quello che l’ha fatto diventare famoso: semplificando, scoprire dove stanno davvero i posti ritratti in una foto pubblicata online. Per esempio, le persone lo sfidano a individuare il luogo nel mondo reale che è ritratto in un captcha (di quelli che “seleziona tutti i riquadri in cui compare una bici”) e lui risale al Paese, alla città, alla via e all’incrocio esatto esaminando i cartelli, le targhe delle auto, le ombre, la posizione del Sole, l’abbigliamento delle persone e una miriade di altri dettagli. Che solo in apparenza sono insignificanti.

Yakinop con Carolina Di Domenico

Da GeoGuessr ai social, una carriera iniziata per caso

Lo fa su TikTok (e in misura minore su Instagram e YouTube), piattaforma che ha incominciato a usare fra 2018 e 2019, quando ancora si chiamava Musically: “Ho iniziato postando clip di me che giocavo a GeoGuessr (un gioco online in cui si deve appunto individuare il luogo in cui è stata scattata una foto, ndr) con risultati oggettivamente scarsi. Però facevano ridere, e ho continuato a postarle”. E poi? “Poi sono migliorato, non so nemmeno io come – ci ha confessato – Ho visto un ragazzo spagnolo che indovinava aiutandosi con Google Maps, era molto bravo e ho deciso di provare anch’io. E ho scoperto di essere bravo pure io”.

Secondo lui, parte del merito sta soprattutto nell’aver iniziato a usare il computer molto presto, già alla fine degli anni Novanta, quando “avevo appena 7-8 anni e trovare informazioni online era molto, molto più difficile di adesso”. Questa pratica lo ha sicuramente aiutato a non arrendersi e a diventare un bravo segugio, un bravo osservatore, un bravo detective. TikTok ha fatto il resto: “È la piattaforma su cui ho deciso di puntare e su cui ho deciso di concentrare tutti i miei sforzi perché ho capito subito che è quella che permette di raggiungere più facilmente il pubblico, di fare grandi numeri, di diventare popolare rapidamente. E perché secondo me è quella più facile e accessibile, soprattutto da quando hanno permesso la pubblicazione di video più lunghi”.

instagram: un esempio di buona azione fatta da Yakinop

La sfida con le intelligenze artificiali

Yakinop è diventato bravo quasi per caso, o comunque si è scoperto bravo, ma adesso questo talento lo coltiva: “Mi alleno, studio, mi impongo delle sfide, mi tengo aggiornato sui nuovi strumenti utili per fare quello che faccio, compresi quelli basati sull’intelligenza artificiale”. Quindi l’IA sta iniziando a invadere pure il campo dei geoguesser? “Non la uso per fare la ricerca inversa per immagini (come forse si potrebbe pensare, ndr) perché se l’origine di una foto è già recuperabile così, allora le mie capacità non servono – ci ha spiegato – Però uso ChatGPT per organizzarmi il lavoro, per velocizzare le ricerche, per trovare più rapidamente, per esempio, le 10 città più distanti o più vicine a un posto su cui mi sto concentrando per risolvere un enigma”.

Non solo: “Ci sono già strumenti accessibili a tutti, come GeoSpy (che è questo) che provano a fare quello che faccio io, che funzionano abbastanza bene e che a volte utilizzo per avere conferma o smentita delle conclusioni cui sono arrivato”. In futuro, un uso che vorrebbe fare delle IA è sfruttarne le capacità per raggiungere un pubblico più ampio: “Sto aspettando che calino i prezzi per traduzioni e lip-sync per doppiare i miei video in inglese e spagnolo”, ci ha anticipato.

Questo è un obiettivo a breve termine, mentre quello a medio-lungo termine, per lui che oggi vive della sua attività sui social, eventualmente di contenuti sponsorizzati e di consulenze, è tutto da un’altra parte: “Entro 2-3 anni vorrei aprire una catena di mie escape room, che stanno andando fortissimo e per cui c’è parecchia domanda”. E chissà se ci sarà Il Sindaco, ad aiutare le persone a muoversi più facilmente verso l’uscita. E a individuarla, soprattutto.

@capoema

Fonte : Repubblica