Nada Cella, 28 anni fa l’omicidio a Chiavari: “Anniversario terribile, ma aspettiamo l’udienza d’appello”

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Il 6 maggio 1996 la 24enne Nada Cella veniva uccisa nello studio dove lavorava come segretaria a Chiavari. A distanza di 28 anni l’identità dell’assassino resta ancora avvolta nel mistero. La principale sospettata, Annalucia Cecere, è stata prosciolta dal tribunale di Genova lo scorso marzo. “Da 10227 giorni la famiglia Cella aspetta di sapere la verità”, commenta la criminologa che ha fatto riaprire il caso, Antonella Delfino Pesce.

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“È un anniversario terribile quello di oggi (lunedì 6 maggio, ndr). Capita di nuovo di lunedì e soprattutto dopo un proscioglimento ingiusto, dal mio punto di vista, e non mi stancherò mai di dirlo”.

Così Antonella Delfino Pesce, la criminologa che ha fatto riaprire il caso sulla morte di Nada Cella, ha commentato a Fanpage.it l’anniversario dell’omicidio della ragazza, uccisa a soli 24 anni proprio il 6 maggio del 1996. Al triste anniversario ha dedicato un lungo sfogo pubblicato su Facebook.

Da sinistra, Nada Cella e la criminologa Antonella Delfino Pesce

Da sinistra, Nada Cella e la criminologa Antonella Delfino Pesce

“Da 10227 giorni la famiglia Cella aspetta di sapere la verità riguardo quella mattina”, scrive Delfino Pesce. E aggiunge: “Nada rischia di diventare il simbolo di uno Stato che, non volendosi assumere le responsabilità dei propri doveri, si ritrova incapace di garantire gli altrui diritti”.

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A distanza di 28 anni infatti l’identità dell’assassino o assassina della 24enne resta ancora avvolta nel mistero. Il 1 marzo la principale sospettata, l’ex insegnante Annalucia Cecere, accusata di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi, è stata prosciolta dal tribunale di Genova che ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio fatta dalla Procura.

La pubblico ministero Gabriella Dotto ha presentato ricorso contro la decisione della giudice Maria Angela Nutini. “Stiamo aspettando di sapere la data dell’udienza d’Appello, che non è ancora stata fissata, forse arriverà a fine mese. – spiega Delfino Pesce – So che la dottoressa Dotto ha lavorato tanto e ha preparato un ricorso che l’avvocata Franzone (che difende la famiglia Cella, ndr) ha ritenuto ineccepibile, ne ha parlato molto bene”.

Annalucia Cecere

Annalucia Cecere

“Ma c’è sempre un ‘però’, perché con la legge Cartabia si obbliga il giudice dell’udienza preliminare a emettere una prognosi sulla possibilità di arrivare a una condanna”, aggiunge la criminologa. Infatti, secondo la giudice che ha prosciolto Cecere, insieme a Marco Soracco, il datore di lavoro di Nada, e sua madre, Marisa Bacchioni, accusati di aver mentito durante le indagini, i sospetti nei loro confronti non potevano “portare a formulare una ragionevole previsione di condanna“, come invece è previsto dalla legge Cartabia.

Marco Soracco (Foto Facebook)

Marco Soracco (Foto Facebook)

Delfino Pesce non è l’unica ad aver dedicato a Nada un pensiero nell’anniversario della sua morte. Anche la cugina della 24enne, Silvia, ha affidato a Facebook i suoi pensieri e ha deciso di portare un mazzo di fiori di fronte allo studio di Soracco, dove morì la ragazza.

In un post scrive: “Oggi come allora è il 6 maggio. Oggi come allora è lunedì. Sono 10227 giorni che manchi. Sono 10227 giorni che aspettiamo giustizia. In via Marsala metterò un mazzo di fiori per ricordare che la giustizia si è dimenticata di te”, mentre in un altro scrive: ‘Ciao, Nada’, condividendo anche una foto del mazzo di fiori lasciato davanti all’ingresso.

“Silvia ha continuato a vivere a Chiavari e quindi, per ragioni geografiche, con lei e con Silvana (la mamma di Nada, ndr) ci sentiamo spessissimo”, commenta la criminologa. “Secondo me, anche alla prossima udienza la famiglia di Nada ci sarà, come accaduto per quella preliminare che era a porte chiuse, solo le parti erano ammesse. Penso che anche quella d’appello sarà così, anche se io vorrei tanto che fosse invece a porte aperte“.

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Fonte : Fanpage