Accordo migranti con l’Albania: arriva il primo via libera

C’è la prima luce verde, anche al momento solo da parte del Consiglio dei Ministri, al disegno di legge per la ratifica del contestato protocollo siglato tra Italia e Albania per l’accoglienza di migranti salvati dal nostro Paese sull’altra sponda dell’Adriatico. Il ddl approvato stabilisce le prime norme attuative e le prime norme finanziarie per il piano fortemente voluto dal governo Meloni. 

I migranti interagiranno in videoconferenza con Roma

Sarà la magistratura di Roma ad avere la competenza sui ricorsi dei migranti trattenuti nelle strutture previste in Albania. I colloqui tra i migranti trattenuti in Albania e i loro difensori avverranno in videocollegamento, mentre lo scambio di documenti sarà realizzato tramite pec. È quanto prevede il testo oggi approvato dal Consiglio dei ministri che dà attuazione all’accordo siglato con l’Albania in materia di immigrazione. È prevista inoltre la videoconferenza per le udienze con i magistrati di Roma che dovranno pronunciarsi sui ricorsi presentati dai migranti, a partire da quelli sul respingimento delle richieste di asilo.

Massimo 3 mila migranti, tutto a spese dell’Italia. Perché il protocollo con l’Albania rischia il flop

“I costi annuali dell’accordo sui migranti con l’Albania sono inferiori a quelli di cui si è detto, siamo sotto i 200 milioni e saranno ben spesi per affrontare la lotta all’immigrazione irregolare e sono molti di meno di quelli sequestrati dalla Guardia di Finanza per un cattivo uso del superbonus”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l’approvazione in Cdm del disegno di legge di ratifica dell’intesa con Tirana cercando di spegnere le critiche su un trattato che continua a non convincere in molti. 

Di base però, come riporta il quotidiano La Repubblica, sul testo approvato oggi in Cdm non esiste ancora una quantificazione chiara dei costi. Di fatto il piano rende attivo un piano di assunzioni per 135 unità di personale tecnico e amministrativo. 

Inoltre c’è il paradosso che, secondo l’accordo, i migranti che possono essere ricondotti in Albania sono solo quelli salvati in acque extraterritoriali italiane. Operazioni che attualmente le nostre navi militari compiono di rado. 

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Fonte : Today