Cassandra, il film sull’intelligenza artificiale scritto con l’intelligenza artificiale

Mentre a Hollywood si è appena concluso lo sciopero degli sceneggiatori contro l’uso dell’IA nei film, a Torino il 27 novembre verrà presentato Cassandra, il primo cortometraggio creato da intelligenze umane e artificiali. Subito dopo il lancio al Film Festival, sarà disponibile anche su RaiPlay. Il 28 novembre sarà anche proiettato in una masterclass sull’intelligenza artificiale al Talents and Short Film Market, organizzato da A.I.A.C.E. e tra i partner fondatori di TFI Torino film Industry. 

Cos’è

“Non stiamo chiedendo all’intelligenza artificiale di fare il nostro lavoro, anzi, stiamo dicendo di aiutarci a farlo meglio, in modo, in modo anche un po’ diverso. cercando anche soluzioni nuove e diverse. È un primo passo con tutti i suoi pregi e i suoi difetti”, spiega Riccardo Milanesi, direttore di Holden.ai Storylab e responsabile del progetto. Nei quasi 12 minuti del pilot che abbiamo visto, la protagonista, Agatha è una giovane studentessa della Scuola Holden, scelta per addestrare Cassandra, un sistema di intelligenza artificiale. Che non si limita a rispondere a domande sul presente, ma predice il futuro, analizzando i dati raccolti sulle abitudini degli utenti e prevedendo con una certa esattezza quel che accadrà nelle loro vite. Agatha dovrà insegnare a Cassandra a somigliare più possibile a un essere umano, a parlare alle persone con una voce viva. Con il passare dei giorni, però, la ragazza capisce che le previsioni di Cassandra vanno oltre i calcoli matematici, e rischiano di influenzare le scelte personali di chi le si affida. In altri tempi avremmo parlato di oroscopi o cartomanti, oggi di reti neurali: “Ci siamo chiesti: ma vogliamo davvero mettere il nostro futuro nelle mani di una IA? In realtà un po’ già lo facciamo, anche quando ci affidiamo a un sistema che ci suggerisce i contenuti delle serie TV o dei film che guardiamo. Stavolta la questione è più radicale, e la risposta è più complessa, perché riguarda il nostro destino, e l’IA non ha un destino, non ha un passato, non ha una coscienza”, riflette Milanesi”.

Made with AI

Cassandra è il primo cortometraggio concepito e realizzato insieme all’intelligenza artificiale: in fase di scrittura, gli autori hanno realizzato il chatbot dei protagonisti e lo hanno interrogato, ricavandone informazioni che sono servite per la sceneggiatura. Il cortometraggio è stato poi girato in parte riprendendo gli attori, e in parte utilizzando Runway, piattaforma di editing video basata su intelligenza artificiale generativa che ha creato alcune scene trasformandole nei pensieri di Cassandra. Per il suo aspetto fisico, invece, gli autori sono ricorsi a Midjourney ed HeyGen. Perfino il logo è stato sviluppato grazie a Looka, una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale. La regista è Demetra Birtone, diplomata alla Holden nel 2021, gli sceneggiatori sono Riccardo Milanesi e Filippo Losito, docenti del Master biennale in tecniche della narrazione e di Academy, e gran parte della troupe viene dal bacino dei diplomati alla scuola torinese. Giovanni Abitante, filmmaker ed esperto di AI, ha firmato la produzione delle immagini realizzate con l’intelligenza artificiale. Nicole Soffritti, l’attrice che interpreta Agatha, ha debuttato a Zelig nel gennaio 2023; attualmente lavora come attrice e stand-up comedian; l’altro story trainer dell’IA, Alessio, è interpretato da Iacopo Ferro che viene dal Teatro Stabile di Torino.

I pensieri di Cassandra sono stati ispirati da un dialogo tra gli autori e Bard: ma per i dialoghi è meglio la piattaforma di Google o ChatGPT? “Bard funziona bene, ma ChatGPT a livello creativo ha una marcia in più”, spiega Milanesi. È però fondamentale capire in che modo si vuole adoperare l’IA: una domanda banale porterà spesso a un luogo comune, per usarla come uno strumento che aiuta la creatività, invece, servono tempo e fatica, non basta accontentarsi della prima risposta”.  

Un lavoro di gruppo

Cassandra è prodotto da Scuola Holden con Rai Cinema, ma è molto più di un piccolo film: “È in produzione un podcast con Anad, l’Associazione nazionale attori doppiatori italiani, che sarà una sorta di spin off, e stiamo sviluppando un alternate reality game, in uscita a fine mese. In collaborazione con il Transmedia Lab della Sapienza di Roma, abbiamo poi creato anche i profili social dei protagonisti, quindi il racconto prosegue anche lì”, aggiunge Milanesi. 

Al fianco della Holden, in questo esperimento, c’è Rai Cinema: “Abbiamo lavorato a stretto contatto per progettare Cassandra”, racconta l’amministratore delegato Paolo Del Brocco, “dando la possibilità a giovani talenti di realizzare un cortometraggio con scene di animazione e personaggi completamente digitali, lavorando nell’arco di sette giorni tra produzione e post-produzione, grazie all’uso dell’IA. Oggi la creatività e le belle storie possono avere sempre meno limitazioni grazie a questa tecnologia che deve essere però sempre al servizio e mai in sostituzione della nostra filiera creativa”.

E i diritti d’autore, di cui negli Usa si è discusso tanto? “Non possono essere attribuiti a una macchina, è chiaro che il prerequisito fondamentale rimane il coinvolgimento totale o preminente dell’uomo”, risponde Del Brocco. “Nell’abbracciare questa tecnologia è cruciale garantire una rigorosa tutela degli autori di fronte a un possibile uso incontrollato dell’intelligenza artificiale. È necessario agire come custode dei valori artistici, garantendo che l’innovazione tecnologica si integri armoniosamente nel mondo cinematografico, senza compromettere l’integrità degli autori e delle loro opere. Il nostro non vuole essere un approccio né apocalittico né integrato, ma consapevole e pragmatico per continuare a sostenere l’industria nel miglior modo possibile”.

Fonte : Repubblica