Decreto Fiscale e Manovra: multe, tasse e bonus nella prima finanziaria giallorossa

Col decreto fiscale arriva la multa per i commercianti che non accettano pagamenti col pos

La prima finanziaria del governo giallorosso è realtà: tante le novità fiscali contenute nel testo della manovra di bilancio e nel decreto fiscale, ma prima di tutto vediamo cosa non c’è. Nonostante le pressioni dei renziani di Italia Viva nessun cambiamento per Quota 100 che arriverà a naturale scadenza tra due anni, resta inoltre il regime forfettario per le partite IVA fino a 65mila euro. Nessuna tassa inoltre sulle SIM telefoniche come era stato invece ipotizzato.

Nelle bozze dei decreti che approdano in Consiglio dei Ministri vi è il taglio del cuneo fiscale e un piano di sostengo alle famiglie. Confermato il piano Industria 4.0 con l’iper ammortamento e i contributi per i beni strumentali (cd Nuova Sabatini). Prevista inoltre un’agenzia nazionale per la ricerca che avrà il compito di coordinare le attivita di ricerca di enti pubblici e privati e delle università.

Tassa sulla plastica? “Vale 150 euro a famiglia solo per le bottiglie d’acqua”

In particolare sono 55 gli articoli che compongono la bozza del decreto fiscale collegato alla Manovra di bilancio consultato dall’agenzia Dire. Si va dal tetto al limite ai contanti che torna a mille euro alla digital tax fino agli incentivi per l’acquisto di seggiolini con dispositivi anti abbandono. Aumenta la tassa sulla fortuna e arriva la lotteria degli scontrini.

Decreto Fiscale, bonus seggiolini anti abbandono

Nell’ottica del sostegno alle famiglie ed in virtù della legge che ha reso obbligatorio installare in auto i seggiolini anti abbandono per i bebè, il decreto fiscale introduce un contributo di 30 euro per ogni dispositivo anti abbandono. Il contributo è stanziato “fino ad esaurimento delle risorse complessivamente disponibili pari a 15,1 milione per l’anno 2019 e 1 milione per l’anno 2020“.

Decreto Fiscale, aumenta la tassa sulla fortuna

Il governo deve fare cassa e aumenta il prelievo sulle vincite conseguite al gioco con Vlt, lotterie nazionali, Gratta e Vinci, e giochi numerici a totalizzatore nazionale “che oggi si applica alla parte delle vincite superiori ad euro 500, nella misura fissa del 12%”.

Il decreto fiscale introduce un sistema di tassazione a scaglioni con aliquote crescenti a partire dalla soglia attuale di 500 euro, da tassare applicando aliquote crescenti (dal 15% al 25%).

L’applicazione della “tassa sulla fortuna” a scaglioni a partire da prossimo 1 maggio dovrebbe portare nelle casse dello Stato 55 milioni di euro nel 2020, per arrivare a 82,6 milioni nel 2021 e negli anni seguenti, quando entrerà a pieno regime.

Decreto Fiscale, tetto al pagamento in contanti

Sempre in ottica di lotta all’evasione il governo ha deciso di riportare il tetto per l’uso del contante a mille euro. (Attualmente era stato riportato a tremila euro).

Multe ai commercianti che rifiutano il pos

Gli esercenti che rifiutano un pagamento effettuato con carta o bancomat rischiano una sanzione amministrativa di 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento con mezzi elettronici. 

Decreto Fiscale, lotteria degli scontrini

Per incentivare la lotta all’economia sommersa il governo ha previsto l’introduzione della lotteria degli scontrini con “premi speciali, per un ammontare complessivo annuo non superiore a 70 milioni di euro, da attribuire mediante estrazioni aggiuntive”. Potranno partecipare alle estrazioni coloro che pagano solo tramite carta di credito o bancomat.

Premi sono previsti anche per i commercianti mentre per gli esercenti che si rifiutano di accettare il pagamento con carte di credito è prevista una sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000.

Decreto Fiscale, arriva l’iva per la scuola guida

Niente più esenzione Iva per la scuola guida. Nella bozza del decreto fiscale arriva la misura con la quale l’Italia si adegua alla sentenza della Corte di giustizia Ue del 14 marzo 2019. Alle scuole guida verrà applicata una aliquota Iva al 22% a partire dal 1° gennaio 2020.

La relazione tecnica stima un recupero di 66 milioni di euro su base annua. 

Decreto Fiscale, digital tax

Arriva la digital tax e questa volta per davvero. Nella bozza del decreto fiscale si menziona la digital tax. Se la web tax istituita nella legge di bilancio dello scorso anno non era mai entrata in vigore perché mancava il decreto attuativo, ora il decreto fiscale dispone che “l’imposta si applichi sui ricavi realizzati nell’anno solare, a decorrere dal 2020.

La tassa impone un’aliquota del 3% sui ricavi da applicare ai soggetti che prestano servizi digitali e che hanno un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni di euro e un ammontare di ricavi derivanti dalla prestazione di servizi digitali non inferiore a 5,5 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’identificazione del criterio in base al quale “il dispositivo dell’utente si considera utilizzato nel territorio dello Stato, va fatto riferimento principalmente all’indirizzo di protocollo internet (Ip) del dispositivo stesso o ad altro sistema di geolocalizzazione”. L’imposta resta in vigore fino “all’attuazione delle disposizioni che deriveranno da accordi raggiunti nelle sedi internazionali in materia di tassazione dell’economia digitalizzata”.

Il gettito atteso è pari a circa 600 milioni su base annua.

Decreto Fiscale, reverse charge

Il decreto fiscale estende il meccanismo dell’inversione contabile reverse charge anche per gli appaltatori nei settori ad alta manodopera (logistica, servizi alle imprese, settori alimentare e meccanica).

Decreto Fiscale, dichiarazione Iva precompilata

A partire dalle operazioni 2021, in via sperimentale, l’Agenzia delle entrate metterà a disposizione anche la bozza della dichiarazione annuale dell’Iva. Già dal prossimo anno l’amministrazione fiscale renderà disponibili le bozze dei registri Iva e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’imposta.

Decreto Fiscale, stop tasse per il terremoto di Catania

Prorogato lo stop al versamento delle tasse, fino al 16 gennaio 2020, per i contribuenti interessati dal sisma del 26 dicembre, che ha colpito alcuni comuni della provincia di Catania.

I versamenti riprenderanno, quindi, in unica soluzione entro il 16 gennaio 2020, o mediante rateizzazione fino a un massimo di diciotto rate mensili di pari importo da versare entro il 16 di ogni mese. 

Fonte : Today