Ascolti Tv, Duello Renzi-Salvini da Vespa: la Rai torna protagonista politica

Era ora. Questa sera, nel salotto di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1, si consumerà il duello televisivo dell’anno, e forse anche del decennio, tra Matteo Renzi e Matteo Salvini, in rigoroso ordine alfabetico. Era ora non tanto relativamente alla disfida in sé, senz’altro interessantissima, ma soprattutto per il fatto che, finalmente la Rai, e in particolar modo l’Ammiraglia, torna protagonista assoluta del dibattito mediatico-politico dopo anni di predominio quasi assoluto da parte di La7, più recentemente condiviso con una rampante Rete4. 

La caduta in secondo piano della Rai dal punto di vista dei dibattiti politici fu evidente non molto tempo fa, quando  Matteo Renzi e Luigi Di Maio si sfidarono a confrontarsi in Tv e il luogo prescelto del duello fu lo studio di DiMartedì sul canale di Urbano Cairo. La contesa tra i due leader non si fece, causa forfait del secondo, ma ciò non toglie che l’azienda del Servizio Pubblico fosse stata del tutto – e gravemente – ignorata.

L’anno scorso, il Segretario della Vigilanza Rai Michele Anzaldi, ora deputato di Italia Viva, deplorò assieme a noi di Affaritaliani il fatto che, durante il periodo estivo, i cittadini che pagano il canone fossero costretti a “vedere Telese” (niente contro il giornalista, ma tant’è) su La7, per restare informati, lamentando l’assenza di un approfondimento politico in prima serata o quanto meno in access prime time. Rendendo merito a Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, per aver creato il suo Tg2 Post in quello slot orario supplendo per primo a una carenza da parte della Rai, ecco che la scorsa estate – fummo proprio noi di Affari a sollevare la questione – il conduttore del TG1 Francesco Giorgino prese in mano le redini di un’Ammiraglia in affanno durante la crisi di Governo approntando degli speciali in prima serata.

E questa sera, ecco che Rai1 torna infine protagonista assoluta ospitando a Porta a Porta l’attesissimo duello Renzi-Salvini, un evento che non può che renderci lieti e che ci spinge ad auspicare che, d’ora in poi, l’azienda del Servizio Pubblico Radiotelevisivo sia più presente e “invasiva” che mai per quanto riguarda il dibattito politico nei palinsesti delle tre reti principali, assolvendo com’è giusto che sia il ruolo informativo (pluralista e asettico) che il canone pagato dai cittadini le attribuisce, e che ci si augura torni ruolo principale nell’ambito dell0’offerta generalista. 

Fonte : Affari Italiani