Un acceleratore di startup di Napoli per Ubi è tra i 5 migliori al mondo

Secondo la classifica stilata da Ubi Global, ente di Stoccolma che si occupa da dieci anni di mappare e misurare lo stato di salute di più di oltre 1.200 acceleratori e incubatori in 90 paesi nel mondo, Nastartup, acceleratore di startup nato 9 anni fa Napoli, “è tra i 5 acceleratori di business a livello internazionale”.

A renderlo noto il founder di Nastartup Antonio Prigiobbo, che guida il progetto insieme a Brigida Ardolino e a Giancarlo Donadio. Il piazzamento (“in ordine alfabetico, tutte le posizioni sono a pari merito”) è stato comunicato dalla piattaforma ai diretti interessati martedì sera.

Nastartup è stato premiato insieme a due acceleratori canadesi (Accelerator Center e York Entrepreneurship Development Institute), alla spagnola Aceleradora MentorDay e a Eit Health Accelerator. Tra i progetti italiani si è distinto anche l’Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P) nella categoria Top Challenger.

Network e comunicazione

Secondo Prigiobbo “Nastartup vince perché ha creato un modello innovativo diverso dagli altri incubatori e acceleratori. Noi nasciamo per fare network: per studiare e facilitare, a Napoli e non solo, la creazione di una rete, in cui tutti possono parlare con tutti, presentandosi per quello che sanno fare veramente.

E questo vale per le startup come per gli investitori. Riusciamo – ha aggiunto – a mettere in connessione startup che fatturano milioni con startup in fase di avvio. Entrambe hanno la possibilità di aggregare talenti, di fare comunità e far crescere il progetto”. Il meccanismo funziona “se è presente la parte finanziaria.

“Noi – ha sottolineato il founder – siamo in collegamento con tutti gli operatori nazionali. Certo, soldi direttamente alle startup non li diamo, ma abbiamo un club di operatori che investono”. 

450 imprese accelerate in 9 anni

Per Prigiobbo un’altra ragione “vincente è legata all’aver aggregato 30, a oggi, tra professionisti e imprenditori che contribuiscono in vari modi”. Tra queste ci sono aziende, “catalizzatori, che investono a loro volta in startup”. Una volta definita l’accelerazione di Nastartup come “di network e comunicazione”, Prigiobbo ha precisato che “in 9 anni sono state 450 le startup accelerate”.

Fare un percorso di accelerazione con Nastartup vuole dire “stare e comunicare con noi, mettere in rete quello che fanno e i loro progressi” e sono stati “20 gli eventi negli ultimi 12 mesi, tra mensili e speciali, l’anima di un progetto che nato a livello locale ha saputo innovare con un suo modello e farsi notare nel mondo”.

E dopo il percorso di accelerazione? “Una metà cammina, anche senza finanziamenti. Certo un’altra metà si ferma, ma spesso quei progetti si ricollocano all’interno delle altre startup”. E il futuro? “Continuità e coinvolgere sempre più imprenditori”.

Una volta ogni quattro anni

“La classifica – ha spiegato sempre Prigiobbo – viene stilata ogni quattro anni, è una sorta di mondiale”, ma la sua preparazione dura un anno. “Viene svolta attraverso questionari e verifiche. La classifica tiene conto di parametri tra cui “il numero di startup supportate negli anni, gli investimenti che hanno saputo generare e anche l’impatto sociale delle attività promosse”.

In questa occasione ci hanno chiesto di misurare gli ultimi 5 anni di attività. Anche con la pandemia non ci siamo mai fermati (nel corso di un evento online abbiamo fatto 50 mila presenze)”. 

Anche nel 2019

Anche l’edizione del 2019 aveva visto Nastartup tra i progetti di accelerazione protagonisti, nella top 3 dei programmi per startup Top Challenger Europa.

“Diversamente dal 2019, questa volta Ubi Global ha annunciato la classifica online, mentre a maggio ci sarà la premiazione in Belgio”. 

Fonte : Repubblica