Affittare loculi a 900 euro al mese, i rischi del modello Milano

Ha avuto grande seguito sui social la storia della bidella Giuseppina Giugliano, che ogni giorno prende il Frecciarossa a Napoli per andare a lavorare in una scuola di Milano: con uno stipendio di 1.165 euro e una certa abilità a trovare sconti online, per lei è più conveniente fare la pendolare ad alta velocità che affittare una casa al Nord. I prezzi stanno diventando irraggiungibili e chi non può trascorrere nove ore di viaggio al giorno, come la bidella di Napoli, deve ridurre il suo spazio vitale. Addio monolocali: oggi ci si rassegna al posto letto o al massimo a una stanza che, in un appartamento da condividere in sei, può costare a testa anche 915 euro al mese. Oppure 1.040, se la camera ha a disposizione lavastoviglie, lavatrice, portineria e un parcheggio per la bici. Lo raccontano le nostre giornaliste Irene Fassini, Marialaura Iazzetti e Charlotte Matteini nelle loro inchieste pubblicate su Dossier, che svelano l’elenco delle trappole da evitare.

TOPAIE A 125MILA EURO – di Irene Fassini e Marialaura Iazzetti

300 EURO PER UNA CASA, MA È UNA TRUFFA – di Charlotte Matteini 

COLIVING, L’ALTRO DOPING DEL MERCATO – di Charlotte Matteini 

Uno dei monolocali senza cucina né riscaldamento in vendita a Milano (foto Dossier)

I prezzi corrono ancor più veloci nei quartieri universitari, così come nelle città di provincia che ospitano facoltà. Per le famiglie che vivono lontano, infatti, a queste condizioni diventa perfino difficile garantire il diritto allo studio e il futuro dei figli. Ma lo stesso vale per le coppie più o meno giovani. Anche per loro è sempre più complicato trovare casa, dove far crescere i propri bimbi in un ambiente dignitoso. E se invece dell’affitto, ci fosse la possibilità di ottenere un mutuo dalla banca, dai loculi si rischia di passare ai tuguri.

ECCO I SIGNORI DI AIRBNB – di Gabriele D’Angelo 

CHI DECIDE GLI AFFITTI A ROMA – di Anna Grazia Concilio

E IN OLANDA PROPRIETARI COSTRETTI A RIDURRE IL CANONE 

Forno e frigo a un passo dal water nel monolocale senza cucina (foto Dossier)

Un tugurio come la stanza di 18 metri quadri di un residence semiabbandonato in vendita, sempre a Milano, a 3.500 euro al metro, senza cucina né riscaldamento. Altrimenti bisogna adattarsi all’ex portineria di un palazzo anni Trenta: 125mila euro per quindici metri quadrati, più di ottomilatrecento euro al metro. Niente cucina, ma microonde e frigo letteralmente a un passo dal water. Una volta entrati, ci si chiede se ancora esiste un regolamento comunale. E dove sono i vigili che dovrebbero controllare.

Lo stesso si potrebbe dire di Roma, dove qualche anno fa, dalle parti di piazza Navona, le agenzie offrivano a prezzi stratosferici un monolocale: nulla di strano, se non fosse che erano meno di venti metri quadri su due livelli, scala compresa. A tutto questo si aggiunge la competizione, al rialzo, degli affitti turistici: un mercato attirato dalle piattaforme, come Airbnb, sulle quali oltre ad appartamenti degni del nome, società senza molti scrupoli propongono box, scantinati e magazzini trasformati in alloggi. Visitatori e pellegrini che arrivano da lontano non badano agli spiccioli e contribuiscono alla corsa dei prezzi. Contemporaneamente, inflazione e aumento dei costi dell’energia erodono gli stipendi. A Milano, la città con i salari mediamente più alti in Italia, il 60 per cento dei contribuenti nel 2021 ha dichiarato un reddito inferiore a 25mila euro l’anno. E per il 30 per cento, non superava 15mila euro: una media di 1.250 al mese. Poco più dell’affitto del loculo con posto bici riservato.

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Fonte : Today