Libero e Virgilio mail: quando si risolve il problema e perché il servizio è bloccato

Il blackout di Liberomail, il sistema di posta elettronica di Libero e Virgilio, continua da tre giorni. Dalla sera di domenica 22 gennaio, milioni di persone non riescono ad accedere alle loro caselle Virgilio mail e Libero mail: non funzionano. Inevitabili i disagi per tanti utenti, soprattutto per coloro che usano la posta elettronica per motivi di lavoro. Cosa sta succedendo? Oggi l’azienda ha diffuso una nuova nota di scuse per i suoi utenti e ha fornito una spiegazione tecnica dei motivi dello stop. “Prevediamo di ripristinare la Libero mail e la Virgilio mail entro le prossime 24/48 ore”, ha scritto lo staff di Libero in un nuovo messaggio ai suoi utenti.

Libero mail e Virgilio mail down: quando si risolve il problema?

Di seguito, la nota integrale dell’azienda che da domenica sera sta gestendo quello che potrebbe essere il blocco di un servizio mail più complicato dall’arrivo di Internet in Italia. “In questa nuova comunicazione, vogliamo iniziare scusandoci ancora una volta con i nostri utenti per il disagio e il disservizio. Leggiamo i vostri commenti e comprendiamo – scrive lo staff di Libero -. Ma vogliamo soprattutto, ora che siamo in grado di farlo, condividere con voi maggiori informazioni sull’accaduto, sul lavoro che stiamo facendo e dare un orizzonte temporale per la risoluzione del problema. Nelle scorse settimane, al fine di offrire un servizio sempre migliore e sempre più aggiornato, abbiamo introdotto un’innovativa tecnologia di storage a supporto delle nostre caselle mail, fornita da un vendor esterno (chi fornisce un servizio o un prodotto, ndr), un produttore di tecnologie di storage utilizzato da alcune delle più grandi società al mondo. Purtroppo, un bug del sistema operativo ne ha compromesso il corretto funzionamento e, di conseguenza, quello delle caselle di posta presenti su di esso”.

In informatica, lo “storage dati” è la conservazione delle informazioni tramite una tecnologia sviluppata appositamente per conservarle e renderle accessibili secondo necessità. Con storage dati si fa riferimento all’uso di supporti di registrazione per conservare i dati utilizzando computer o altri dispositivi. Le forme più diffuse di storage dati sono lo storage dei file, lo storage a blocchi e lo storage a oggetti, ciascuno dei quali è adatto a scopi diversi.

La preoccupazione più grande dei clienti è ovviamente il recupero di tutto il proprio materiale. “Il vendor sta lavorando incessantemente per la risoluzione del problema, creando un fix per la soluzione della problematica, con il supporto di tutti i nostri team interni – continua il comunicato di Libero – . Trattandosi però di un bug a livello di sistema operativo, la soluzione sta richiedendo i tempi tecnici di sviluppo, con l’obiettivo primario di tutelare l’integrità dei dati”.

Problemi per Libero mail

“I tempi sono stati lunghi finora, ce ne rendiamo conto – continua la nota -. Da 25 anni siamo il fornitore mail degli italiani, i nostri utenti non sono sparsi per il mondo, ma sono i nostri vicini di casa, i nostri amici e parenti, i professionisti del nostro Paese. Non possiamo dunque non avere come priorità la tutela dei dati degli italiani, perché sono la nostra forza. Per questo vogliamo riaprire le caselle in maniera definitiva e stabile. Prevediamo di ripristinare la Libero Mail e la Virgilio Mail entro le prossime 24/48 ore. Siamo consapevoli che questo crea difficoltà ai nostri utenti, ma il nostro essere il provider di posta degli italiani, ci impone la massima serietà. Come sempre, comunicheremo eventuali aggiornamenti attraverso i nostri touchpoint”, conclude la nota.

Intanto, anche il governo è intervenuto sul caso delle mail bloccate di Libero e Virgilio che coinvolge 9 milioni di italiani. “Una situazione che sta creando disagi e danni a tutti i professionisti che fanno ricorso a questi strumenti – ha fatto sapere il sottosegretario con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti -. A tale scopo, attraverso gli uffici del dipartimento per la trasformazione digitale, ho contattato l’amministratore delegato di Italiaonline – la società che gestisce i due provider – al fine di chiarire le origini del problema e individuare quanto prima una soluzione che possa garantire il rispetto dell’integrità dei dati degli utenti”, ha concluso il sottosegretario.

“È necessario proporre una class action”, ha affermato Simona Loizzo, deputato della Lega e componente della commissione cultura della Camera. “Trattandosi di account storici – ha aggiunto Loizzo – moltissimi sono gli utenti, anche con profili professionali. Tutte persone che hanno ricevuto un danno notevole alle loro attività. Per questo mi auguro che venga proposta una class action a tutela dei danni ricevuti e che si agisca  tempestivamente. Invito anche Agcom ad aprire un fascicolo per poter capire le reali responsabilità”.
 

Fonte : Today