Discarica di Magliano, pronto un “gruppo tecnico” per realizzare il progetto

Una commissione di tecnici di varie discipline lavorerà per superare tutte le criticità evidenziate dal Tar del Lazio al fine di poter riconvertire la discarica di Magliano Romano. È quanto dice, in sintesi, la determina della direzione ambiente della Regione Lazio nel prendere atto delle sentenze del tribunale amministrative che, ad ottobre, sembravano aver messo una pietra tombale sulla discarica che sorge in terra sabina. Anche se associazioni, enti pubblici e semplici cittadini continuano a vincere nei tribunali, la Pisana non demorde.

Compatibilità ambientale

La quinta sezione del Tar, ad ottobre, aveva bocciato la compatibilità ambientale che era stata rilasciata dalla Regione Lazio, specificando che il sito che ospita gli inerti non può essere trasformato in un impianto per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Secondo il tribunale, infatti, nel documento presentato dalla Pisana mancano le necessarie valutazioni ambientali, ad esempio sull’impatto che la discarica avrebbe sulla sottostante falda acquifera. Un vero e proprio stop alla trasformazione del sito in una discarica in grado di raccogliere 890mila metri cubi di rifiuti della Capitale.

Il progetto

Il progetto presentato dalla società Idea Srl consiste in una modifica sostanziale delle autorizzazioni già in possesso, attraverso una riclassificazione della discarica per inerti in discarica per rifiuti speciali non pericolosi, con ampliamento dei codici EER da smaltire, rifacimento degli impianti che non risulterebbero più conformi a seguito della modifica, e, come si legge nell’ambito del procedimento di VIA, “senza variazioni della capacità già autorizzata di complessivi 890.000 mc, inclusi i 64.000 mc già utilizzati”. Questa modifica sostanziale “consentirebbe in tempi brevi di disporre di un’ulteriore volumetria di discarica utile anche per la collocazione finale dei rifiuti speciali non pericolosi, prodotti dal trattamento del rifiuto urbano indifferenziato, in particolare con riferimento ai fabbisogni residui dell’ATO di Città Metropolitana di Roma Capitale”.

Ulteriori provvedimenti

La Pisana si “aggrappa” ad un passaggio delle sentenze del Tar che, nei dispositivi, scrive “fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione regionale”. La direzione rifiuti, dopo essersi confrontata anche con l’avvocatura regionale, ha accolto queste sentenze come “non ostative”.  L’interpretazione, in sintesi, è la seguente: se si approfondiscono e superano le censure del Tar allora si potrà procedere con la riconversione della discarica. Nello specifico, la determina spiega che le motivazione del collegio devono essere “rivalutate e approfondite”, mediante “la reiterazione di un procedimento istruttorio maggiormente supportato dagli organi tecnici competenti per materia”.

Gruppo tecnico

Per questo, è stato deciso di costituire un gruppo tecnico di lavoro “composto da risorse professionali tecniche, giuridiche e amministrative” per studiare meglio il procedimento, “al fine di fornire un approccio multidisciplinare” alle problematiche evidenziate, con le varie sentenze, dal Tar. Un lavoro di certo non facile visto che le omissioni evidenziate dal tribunale sono diverse. Si va dalla omessa valutazione d’incidenza a quella della compatibilità del progetto con le prescrizioni del “paesaggio naturale di continuità”. Mancava anche la valutazione delle misure di salvaguardia del piano di assetto del vicino Parco di Veio, dell’impatto del progetto sulla falda acquifera e di altri fattori di rischio. Insomma, nonostante anche l’Europa si fosse pronunciata contro la discarica, la Pisana andrà avanti per la sua strada cercando, ancora una volta, di portare a termine un progetto del quale si parla, ormai, dal 2014. 

Fonte : Roma Today