Emancipation: la vera storia della schiavo ‘virale’ al centro del nuovo film di Will Smith

Domani 9 novembre su Apple TV+ esordirà il nuovo film di Will Smith Emancipation, diretto da Antoine Fuqua e ispirato alla vera storia dello schiavo Gordon, divenuto suo malgrado uno dei protagonisti della guerra secessione americana.

Gordon (chiamato “Peter” nel film), fu un ex schiavo che durante la guerra rappresentò un primo esempio di ‘personaggio divenuto virale’ quando le fotografie della sua schiena nuda, pesantemente flagellata dai segni delle frustate (lo scatto è facilmente reperibile online, e potete trovalo anche in calce all’articolo) vennero pubblicate in tutto il mondo nel 1863, e fornirono al movimento abolizionista le ‘prove’ dell’immane crudeltà della schiavitù americana.

Nella realtà, Gordon/Peter era tra le 40 persone schiavizzate nella vasta piantagione di cotone e cipolle di John e Bridget Lyons, nella parrocchia di St Landry, in Louisiana. Nel marzo 1863 Peter organizzò una fuga straordinaria, che durò 10 giorni tra cacciatori e cani ai quali riuscì a sfuggire cospargendo il suo corpo di cipolle per nascondere il suo odore (un dettaglio inserito nel film) e navigando nell’infido bayou. Viaggiò per un totale di quaranta miglia, alla fine delle quali raggiunse finalmente l’esercito dell’Unione di stanza a Baton Rouge: divenne un uomo libero, ma prima di arruolarsi in reggimento nero, fu visitato dai medici militari. All’epoca, un testimone ha raccontato al quotidiano New York Daily Tribune: “Ha tirato giù il mucchio di stracci sporchi che gli nascondevano la schiena. Ha trasmesso un brivido di orrore a ogni persona bianca presente, ma i pochi neri che stavano aspettando la loro visita hanno prestato poca attenzione al triste spettacolo, perché scene così terribili erano dolorosamente familiari a tutti loro”.

I fotografi di New Orleans William McPherson e J Oliver catturarono la scena: nel ritratto, che divenne noto come “The Scourged Back”, Gordon siede con la mano sul fianco, di spalle rispetto all’occhio della camera, e si guarda alle spalle. Secondo il New York Daily Tribune, il 2 aprile 1863 disse alle truppe dell’Unione: “Il sorvegliante Artayou Carrier mi ha frustato – non ricordo la fustigazione. Sono stato due mesi a letto, dolorante per le frustate e la salamoia che il soprintendente mi ha messo sulla schiena. A poco a poco i miei sensi hanno cominciato a riprendersi“.

La foto è stata pubblicata su Harper’s Magazine e fece immediatamente scalpore. Venne diffusa in tutto il paese dagli abolizionisti e poco dopo pubblicata in tutto il mondo. A differenza dei tanti resoconti scritti sulla schiavitù, che molto spesso venivano respinti come non verificabili, la fotografia fornì. una prova incontrovertibile.

Per altri contenuti guardate il trailer ufficiale di Emancipation.

Fonte : Everyeye