Ozzy Osbourne ricorda il giorno in cui morì John Lennon: “Ho sentito come se il mondo si fermasse e collassasse intorno a me”

L’8 dicembre è uno dei giorni più tristemente celebri ed importanti nella storia del rock: il giorno in cui John Lennon venne ucciso a colpi di pistola nel 1980 da uno squilibrato in cerca di notorietà (il cui nome va invece dimenticato) davanti al portone del Dakota Building, il complesso di condomini dove viveva con Yoko Ono e il figlio Sean a New York.

Fra i tanti artisti che ogni anno celebrano la grandezza creativa, l’impegno sociale e il genio musicale di John Lennon c’è anche il Principe delle Tenebre Ozzy Osbourne, che si è sempre dichiarato grande fan dei Beatles: «Da ragazzo a Birmingham la mia stanza era tappezzata con le loro foto: la porta, i muri, il soffitto. Il mio sogno era che mia sorella sposasse Paul McCartney». L’8 dicembre 1980 è un giorno entrato nella memoria collettiva, e tutti ricordano quello che stavano facendo quando hanno saputo la notizia della morte di John Lennon: «So esattamente dove mi trovavo e cosa stavo facendo: ero in studio in Galles, stavo scrivendo e registrando canzoni del mio primo album solista, Blizzard of Ozz. Sharon mi ha chiamato e mi ha detto: “non puoi capire cosa è successo, John Lennon è stato assassinato. Ho sentito come se il mondo si fermasse e collassasse intorno a me».

Ozzy ha spiegato come i Beatles abbiano cambiato la sua vita e quella della sua generazione («Quando ho ascoltato She Loves You per la prima volta ho pensato: questo è quello che voglio fare») e ha detto che senza quel tragico giorno, la musica di Lennon avrebbe continuato ad avere un ruolo fondamentale nel mondo: «Se non fosse successa quella tragedia, magari i Beatles sarebbero tornati insieme e avrebbero riconquistato il mondo». Anche se Ozzy voleva che sua sorella sposasse Paul (non ha mai specificato quale, dato che ne ha tre più grandi, Jean, Iris e Gillian), al quale ha riconosciuto il merito di aver creato l’heavy metal scrivendo Helter Skelter, John Lennon è sempre stato i suo Beatle preferito: «Era un poeta e un ribelle con una incredibile passione per la musica. Imagine è l’esempio di come fosse pronto a dedicare tutta la sua vita per lanciare un messaggio e dimostrare qualcosa di importante per tutti».  

Fonte : Virgin Radio