Anche Genazzano ha il suo “monumento naturale”

Un’area protetta per difendere l’ambiente e i lupi del territorio. Il Ponte dei Picari, area verde di quasi 150 ettari nel comune di Genazzano, è diventato un “monumento naturale”. La Regione Lazio ha deciso di istituire un altro presidio naturalistico, dopo quelli già riconosciuti in passato, affidando così all’amministrazione comunale competente la gestione di quei luoghi. Spazi che, da oggi, grazie ai regolamenti vigenti, saranno maggiormente tutelati per salvaguardare la flora e la fauna presenti.

Il Ponte dei Picari

Il nuovo monumento naturale è caratterizzato da un paesaggio collinare a matrice agricola, caratterizzati da fiumi, fossi e da stagni originati da cave dismesse. A livello botanico, il sito presenta elementi di grande valore, come una fascia vegetale riparia lungo il fiume Sacco in buono stato di conservazione. Ci sono anche querce caducifoglie, in particolare quelle presenti nel bosco di Valle Sambuco e di Colle Manzella, con individui secolari di cerro.

Nell’area sono state segnalate 173 specie ornitiche, alcune di interesse conservazionistico in quanto inserite tra le specie unionali richiamate nella direttiva europea “uccelli” del 2009. Presso il monumento naturale viene segnalata, ormai dal 2019, anche la presenza stabile dal lupo. Lungo il fiume Sacco, inoltre, è segnalata la presenza di tre specie ittiche di interesse unionale: la rovella, il barbo tiberino e il vairone.

Le testimonianze storiche

L’area di Ponte dei Picari è in stretto contatto con la Selva di Paliano e Mola di Piscoli, un altro monumento naturale, nel comune di Paliano. Questa zona, secondo le relazioni redatte, costituisce la naturale estensione dell’area verde del comune di Genazzano. Infine, l’adozione di regolamenti più stringenti servirà anche per meglio conservare le testimonianze storiche ed architettoniche dei luoghi, in particolare proprio il Ponte dei Picari sul fiume Sacco, struttura che funge da collegamento con il complesso fortilizio – costituito da un mulino fortificato e dalla torre di Piscoli – già incluso nel monumento naturale Selva di Paliano e Mola di Piscoli.

Fonte : Roma Today