L’hotel a 5 stelle non ha mai aperto, ma ospita clienti per 4 mesi: tradito dalle recensioni online

2 Dicembre 2022

L’O Hotel di Como non è mai stato inaugurato. Questura e vigili del fuoco hanno evidenziato negli scorsi mesi mancanze a livello amministrativo e di sicurezza. Nonostante questo, i clienti venivano fatti soggiornare nella struttura. Come ricostruito dalle indagini, venivano dirottati dopo essersi prenotati online al Vecchio Borgo Relais: a pochi metri di distanza, entrambi di proprietà dell’imprenditore Mario Piva.

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La vista sul Lago di Como da L’O Hotel

A pochi metri dalle coste meridionali del Lago di Como, sul versante opposto a quello dove sorge lo stadio Comunale Giuseppe Sinigaglia, è stato costruito un hotel a 5 stelle. Uno di quelli che dovrebbero dare prestigio alla località turistica, garantendo ogni tipo di comfort ai propri clienti. Nulla deve essere lasciato al caso se si vuole offrire un servizio indimenticabile. Questo particolare albergo, però, non solo non è mai stato completato, ma ha ospitato per diversi mesi turisti da tutto il mondo ignari del fatto che non avrebbero nemmeno potuto entrare in quella struttura.

Stiamo parlando de L’O Hotel di via Manzoni: una struttura a 5 stelle che non è mai stata inaugurata. La proprietà di questo albergo, così come quella del Vecchio Borgo Relais di piazza Matteotti, è riconducibile a Mario Piva. Imprenditore titolare anche di una serie di ristoranti sul lago.

Lo stesso Piva, tra l’altro, è anche al centro di un’inchiesta di presunta frode. La guardia di finanza, lo scorso maggio, gli ha contestato presunte irregolarità fiscali che hanno portato alla realizzazione di un dossier nel quale si ipotizza una maxi frode da oltre sette milioni. Ma questa è un’altra storia. O meglio, è un capitolo parallelo a questo.

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L’O Hotel mai inaugurato

“Il nostro hotel aprirà a febbraio 2020“, assicuravano a chi chiedeva quando L’O Hotel avrebbe visto la luce. Terminato da diversi anni, l’albergo a 5 stelle non è mai stato inaugurato. Niente 2020, quindi, ma nemmeno dopo la pandemia come scrivevano ancora.

Anzi, ancora oggi parla di una reception in cui c’è solo il bancone, senza pc o telefoni. Dettagli e servizi mancanti, così come il personale. Solo un ragazzo che fa da portiere e un po’ tuttofare. Insomma, chi va a dormire lì viene abbandonato a se stesso. Anche solo per fare colazione, il cliente deve spostarsi al vicino Vecchio Borgo perché non la cucina non è funzionante.

Le operazioni su Booking

E c’era anche un buon motivo. Come appreso da Fanpage.it la polizia amministrativa, già dallo scorso settembre, ha evidenziato una serie di mancanze che ne ostacola l’apertura. Mancanze che in precedenza erano emerse anche a livello comunale.

Come ricostruito dalle indagini, il meccanismo con cui venivano riempite alcune di quelle camere era piuttosto semplice. Il cliente, ignaro di tutto, effettuava la sua prenotazione per un soggiorno al Vecchio Borgo Relais dal sito Booking.com. Quando arrivava in piazza Matteotti, parlando di un overbooking o di problemi logistici non meglio specificati, venivano dirottati in via Manzoni.

Una procedura continuata per tutta l’estate. Ma anche dopo la prima sospensione di settembre fino ai primi giorni di novembre.

Le recensioni traditrici

Strumento prezioso quelle delle recensioni, che però a volte possono rivelarsi un’arma a doppio taglio. Chi vuole soggiornare in hotel piuttosto che in un altro nella stessa zona, di solito, va a leggersi le recensioni di chi è già stato ospite di quella struttura. E leggendo i commenti sotto il Vecchio Borgo Relais non può non rimanere spiazzato.

Già da luglio e agosto c’è chi parla di una “situazione molto strana“, altri di una struttura con “due piani su cinque abitabili” perché “ancora in costruzione”.

Il 3 ottobre appare la recensione firmata da Carla: “Siamo stati dirottati a una struttura diversa più nuova ma non ancora completata nei dettagli e servizi”. Più polemica un’altra risalente allo stesso giorno: “La struttura è in ristrutturazione, la tv non si accendeva e non arrivava corrente nelle prese, per cui mi sono ritrovata col telefono scarico. Si tratta comunque di un problema momentaneo“.

Una situazione precaria, scomoda per il cliente che paga per passare un weekend di spensieratezza. Ecco allora che nei primi giorni di novembre cominciano a fioccare commenti entusiasti: “Con piacevole sorpresa ci hanno fatto alloggiare nella nuova struttura, bellissima ed elegante!”, scrive Loriana l’1 novembre.

Peccato che in quella struttura non avrebbero mai dovuto dormire.

I controlli delle autorità

Infatti, L’O Hotel (che ricordiamolo non è mai stato inaugurato) avrebbe dovuto essere chiuso. Il primo controllo risale allo scorso settembre. La polizia amministrativa, insieme alla guardia di finanza, ha rilevato una serie di mancanze amministrative.

Ad esempio, quando venivano dirottati i clienti nel nuovo hotel, il personale non aveva le credenziali per poter comunicare i nominativi al portale telematico della Questura. Una procedura necessaria per questioni di pubblica sicurezza.

Da qui, la denuncia per un reato contravvenzionale e la sospensione dell’attività da parte del Comune.

Nei primi giorni di novembre, invece, a far visita a L’O Hotel di Como arrivano i vigili del fuoco. In quell’occasione hanno rilevato mancanze anche nel piano sicurezza, soprattutto antincendio. Per questo motivo è stata dichiarata inefficace la scia antincendio, con una gravità però non eccessiva.

Il motivo è che Piva aveva assicurato che quella struttura non stava ospitando nessuno. Quindi, anche se il piano sicurezza è inefficace, questo non rappresentava un pericolo eccessivo.

Non solo. L’avvocato difensore dell’imprenditore, nel frattempo, aveva richiesto anche l’oblazione degli illeciti riscontrati a settembre. Chiedeva, quindi, l’estinzione del reato assicurando che ora di mancanze non ce n’erano più.

L’ultimo sopralluogo

Per verificare la veridicità della posizione di Piva e del suo legale, è stata quindi richiesto un altro sopralluogo. Il fatto è che altre segnalazioni erano arrivate riguardo quell’albergo. Perciò alla polizia amministrativa è bastato presentarsi senza preavviso per scoprire, ancora una volta, l’utilizzo abusivo della struttura.

Era l’11 novembre, erano passati pochi giorni da quando i vigili del fuoco avevano dichiarato inefficace la scia antincendio. All’arrivo degli agenti, sei camere erano occupate da clienti paganti.

Ora alla sospensione di settembre si è aggiunto il divieto di prosecuzione dell’attività. Così come tre mesi fa, L’O Hotel non può accogliere clienti. In attesa che rispetti tutte le misure, sia amministrative che di sicurezza, e che si faccia un’inaugurazione a 5 stelle.

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Fonte : Fanpage