Sinusite: cos’è, i sintomi e come si cura

Oggi parliamo di sinusite, con il dottor Massimiliano Del Ninno, otorinolaringoiatra della piattaforma iDoctors.it

Cos’è la Sinusite?

La sinusite è un processo infiammatorio o infettivo che interessa le cavità sinusali che sono indovate all’interno del massiccio facciale e che sono strettamente e funzionalmente correlate con la dinamica nasale quindi potremmo definirla, in maniera molto generale, una patologia dell’apparato respiratorio.

Sintomi

I sintomi sono molto diversi a seconda dell’intensità della reazione infiammatoria o infettiva delle cavità sinusali: vanno da una cefalea frontale piuttosto insistente ad una marcata congestione nasale financo a forme più avanzate che comportano alla presenza di febbre anche molto alta e violenti dolori del massiccio facciale, in particolar modo in regione frontale sovraorbitaria e zigomatico mascellare.

Cause

Le cause sono molteplici ma tutte quante finiscono in un’unica problematica: la congestione nasale marcata persistente e insistente; in queste condizioni le vie di comunicazioni aeree tra naso e cavità sinusali si occludono per congestione infiammatoria e non c’è più ricambio di aria, c’è un ristagno di secrezioni, una reazione infiammatoria e, a volte, una sovrapposizione infettiva e quindi uno scatenamento di una patologia acuta, anche febrile.

Diagnosi 

La diagnosi, oggi come oggi, si basa su due approcci imprescindibili: l’approccio clinico prevede un esame che si chiama fibrorinoscopia ovvero l’esplorazione delle cavità nasali con una sonda endoscopica munita di telecamera; da un punto di vista clinico radiologico,  invece, la tac del massiccio facciale, grazie anche alle strumentazioni a basso dosaggio, è il gold standard per appurare l’effettiva presenza di una patologia sinusale; senza tac è impossibile una diagnosi corretta.

Rischi 

La sinusite comporta rischi legati ad una patologia evolutiva, noi distinguiamo clinicamente una sinusite acuta, quando nell’arco di una settimana guarisce; una patologia subacuta sinusale, quando i fastidi persistono per circa tre mesi; oltre i tre mesi si parla di sinusopatia cronica e i rischi sono proprio legati alla cronicizzazione della patologia che comporta una disfunzione sinusale e la presenza di alcuni sintomi non terribili ma che sicuramente interferiscono sulla qualità della vita, quali: cefalea ricorrente, secrezione posteriore nasale e tutti quei sintomi legati ad una flogosi infettiva cronica, quindi, febbriciattola ricorrente. E’ una patologia che conviene trattare e inquadrare sin da subito.

Cure

Le cure divergono a seconda della fase in cui approcciamo il paziente sinusopatico; nella fase acuta le terapie migliori sono su base cortisonica perchè il cortisone, essendo un ottimo antiedemigeno, riduce l’edema dei dotti sinusali e quindi sblocca questo blocco della ventilazione. 

Le coperture antibiotiche vanno inserite nel momento in cui l’infezione prende piede, quindi febbre e secrezioni molto dense a livello nasale e, non dimentichiamoci, i vasocostrittori nasali, perché il primo momento di un episodio sinusale acuto è il blocco congestizio della mucosa nasale che va assolutamente risolto quanto prima. 

Parlando della terapia medica ovviamente abbiamo concluso un capitolo importante ma non dimentichiamoci che molte patologie croniche iperplastiche necessitano di un trattamento chirurgico. Oggi si utilizzano delle tecniche endoscopiche con le quali è possibile raggiungere anatomicamente le cavità sinusali, riaprire le vie di comunicazioni ostruite dalla patologia infiammatoria e rigenerare quel circuito aereo endosinusale che è poi la garanzia per una guarigione completa; quindi, la chirurgia oggi ha un ruolo estremamente importante, in casi però selezionati in maniera molto accurata.

Fonte : Roma Today