Glass Onion – Knives Out: Benoit Blanc è il miglior detective del cinema?

La collaborazione tra Rian Johnson e Daniel Craig è la più grande arma di Knives Out e, perciò, anche di Glass Onion. La seconda pellicola, tra i film in sala a novembre 2022 solo per una settimana, prima di arrivare dal 23 dicembre su Netflix, nasce infatti dal desiderio dell’autore di proseguire nella sua sfilza di gialli, ma di farlo accompagnato dal suo centro nevralgico: Benoit Blanc. A tutti gli effetti l’investigatore scoperto nella nostra recensione di Knives Out è una nuova icona che si staglia nel panorama dei crime cinematografici, il quale gioca proprio insieme a Angela Lansbury nel sequel per un divertente sketch che è ovvio voglia richiamare alla mente La signora in giallo, e inquadrarlo perciò tra i più bravi del suo mestiere. O, almeno, “è così che c’è scritto su Google”.

Da James Bond a Benoit Blanc

Una parte che Craig dimostra di aver abbracciato pienamente. E non solo, come sarebbe facile dire, per scrollarsi di dosso il ruolo di James Bond, ma dando prova anzi di essere un interprete che sa realmente affezionarsi alle maschere che gli vengono affidate, tanto da farle diventare una seconda pelle. Il suo 007 rimarrà infatti eterno nell’immaginario del personaggio partorito dalla mente di Ian Fleming, come toccherà adesso al compare Blanc trovare il proprio spazio per poter conquistare altrettanta credibilità nell’ambito dei thriller da camera

Cosa che in verità ha già fatto, non presentandosi come il canonico investigatore serio e tutto di un pezzo, ma un appassionato del proprio stesso mestiere, al punto da ricoprire quante più sfide e prove richieste. E in Glass Onion le varie chiavi di volta del racconto lo porteranno a svelarsi ancora un altro po’, manifestando fin dove questo detective si può e si vuole spingere per risolvere i propri casi, anche mutando e abbinando alle diverse atmosfere il più adatto dei caratteri.

Il passaggio da Knives Out a Glass Onion

La prima cosa che salta all’occhio nel primo dei due sequel commissionati da Netflix a Johnson è che il Benoit Blanc di Glass Onion risulta del tutto inedito rispetto alla sua presentazione nel 2019 con Knives Out, mutando personalità e approccio.

Seppur mai troppo rigido e evidenziati sempre gli scatti geniali che l’uomo esprime con la mente, ma anche con tutto il corpo, in Glass Onion l’investigatore sembra totalmente perdersi in una confusione che non è solo quella che fa domandare al pubblico e al personaggio stesso il motivo del suo arrivo su di un’isola in cui non era stato invitato. Bensì, il detective si presenta con un’aria stralunata, quasi idiosincratica rispetto all’uomo arguto e compito che avevamo conosciuto cinematograficamente solo qualche anno prima, divertendo proprio poiché inaspettato, ma non potendo che incuriosirci per quel fare inedito e imprevedibile. Un modo che Daniel Craig ha dovuto ben studiare per rivelarsi credibile e efficace, mentre si immerge totalmente vestito nella piscina del miliardario Miles interpretato da Edward Norton o rovina candidamente il suo weekend con delitto organizzato per un gruppo di vecchi amici. Nonché un esempio della versatilità e della capacità camaleontica di un attore che si nota avere a disposizione la completa fiducia del suo regista, il quale sa intelligentemente come riporla in quel performer trascinante e ispirato. Ma, in realtà, come il migliore dei detective, anche quella sua maniera di rispondere o muoversi nello spazio è frutto della sua indagine. Come anche quel sembrare costantemente spaesato, davvero differente dalla precisione che in Knives Out aveva saputo dimostrare fin da subito.

La folgorazione del detective

Una goduria per lo spettatore, il quale vede un protagonista trasformato eppure perfettamente coerente con il caso che si ritrova a seguire. Con un interprete su cui Rian Johnson cuce fin nei più insignificanti (all’apparenza) dettagli un costume che gli affida, permettendogli il movimento più assoluto. Occupando un luogo, cinematografico e narrativo, in cui focalizza l’intera concentrazione trasmettendo sia l’abilità di Craig di calarsi in Blanc, sia di renderlo un personaggio attraente e centralizzante in questa moderna e entusiasmante saga.

Con Glass Onion – Knives Out il regista e sceneggiatore conferma la qualità sopraffina di una scrittura che esalta la storia investigativa e i suoi numerosi sospettati, legata a doppio giro a un detective incorreggibile che vogliamo continuare a tenere sotto la nostra lente d’ingrandimento. Un catalizzatore di ironia e sagacia, grazie alla penna con cui viene descritto e all’interpretazione attraverso la quale prende vita.

Fonte : Everyeye