Juventus: cosa sta succedendo

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Cosa succede ora?

Azzerato il consiglio d’amministrazione precedente, ora ne nascerà uno nuovo. Per il momento, Maurizio Arrivabene resterà amministratore delegato esclusivamente per prendere le deleghe, ma non resterà in bianconero. La nuova direzione della proprietà è quella di indirizzarsi su figure di tecnici, esperti di diritto e amministrazione, per affrontare le battaglie legali che, verosimilmente, dovrebbero partire in primavera. La nuova figura attorno alla quale nascerà la nuova Juventus è quella di Maurizio Scanavino, amministratore delegato e direttore generale di Gedi, il gruppo editoriale di proprietà degli Agnelli. Nel suo curriculum c’è poca esperienza sportiva, ma tanto lavoro in fase gestionale. Per quanto riguarda invece l’area sportiva, non ci dovrebbero essere grossi ribaltoni con le conferme di Federico Cherubini e Massimiliano Allegri, che inizierà ad assumere il ruolo all’inglese di allenatore-manager. 

È Gianluca Ferrero, commercialista, revisore, sindaco e amministratore di varie società, l’uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, indicherà come presidente della società bianconera. Exor comunicherà la lista completa dei candidati per il rinnovo del cda entro i termini di legge, cioè 25 giorni prima dell’assemblea del 18 gennaio.

Cosa rischia la Juventus?

Al momento è ancora difficile capire cosa possa richiare la Juventus, dal punto di vista sportivo. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport gli scenari legati a eventuali penalizzazioni o ammende sono diversi. Tutto dipende da quello che emergerà in fase processuale. La Procura federale analizzando i documenti dell’inchiesta Prisma, valuterà se ci sono gli estremi per riaprire le indagini e, in tal senso, potrebbe pesare il nuovo filone sugli stipendi. L’illecito amministrativo è regolato dall’articolo 31 del codice della giustizia sportiva. 

Se verrà dimostrata una falsificazione dei documenti contabili e amministrativi e se sarà provato (per esempio tramite intercettazioni) che ciò avrebbe permesso al club di ottenere l’iscrizione al campionato le le sanzioni possono andare dalla “penalizzazione di uno o più punti in classifica” alla “retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza e dunque il passaggio alla categoria inferiore”, fino all’esclusione dal campionato con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore. 

Invece, se questa variazione di bilancio non fosse stata decisiva per l’iscrizione al torneo le sanzioni si limiterebbero a una multa salata e all’inibizione dei dirigenti coinvolti, dunque senza punti di penalizzazione, come chiesto da Chiné già in primo grado. Stando invece al tema stipendi, qui ci potrebbero essere delle penalizzazioni di punti per la società. Qui, anche i calciatori potrebbero ritrovarsi coinvolti con una squalifica di almeno un mese.

Fonte : Wired