Come cambiano assegno unico e congedo parentale con la manovra: le novità

Ci sono novità per gli importi dell’assegno unico e il congedo parentale previsti nella manovra. Il testo della legge di bilancio è stato licenziato dal governo Meloni ed è passato all’esame della Camera dei Deputati. In una prima versione del testo la maggiorazione del 50 per cento era previso sia per il primo anno di vita del bambino sia per le famiglie con tre o più figli fino al terzo anno di ciascun figlio. Nell’ultima versione del testo c’è invece un requisito in più da rispettare per ottenere l’aumento dell’assegno.

I nuovi requisiti per l’assegno unico

Con l’ultimo aggiornamento della bozza della legge di bilancio è cambiato il requisito per ricevere un aumento dell’assegno. La novità riguarda le famiglie con tre o più figli fino al terzo anno di ciascun figlio. Ci vorrà un requisito in più: l’Isee della famiglia non deve essere superiore ai 40 mila euro. In particolare, si legge nel testo che della manovra che “l’incremento del cinquanta per cento venga riconosciuto per i nuclei con tre o più figli per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni, per livelli di Isee fino a 40.000 euro”.

Significa che l’importo minimo previsto per l’assegno unico dovrebbe essere aumentato di 25 euro, da 50 a 75 euro, mentre il massimo dovrebbe attestarsi a 262,5 euro, crescendo di 87,5 euro. Una misura, quindi, più ampia nel 2023 rispetto al 2022. “Per effetto di quanto disposto dai commi 1 e 2 e tenuto conto delle risultanze emerse dall’attività di monitoraggio relativa all’anno 2022 e ai conseguenti aggiornamenti degli andamenti anche in termini prospettici – si legge nel testo provvisorio -, le risorse finanziarie iscritte in bilancio ai sensi dell’articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230 sono incrementate di 345,2 milioni di euro per l’anno 2023, 457,9 milioni di euro per l’anno 2024, 473,1 milioni di euro per l’anno 2025, 480,3 milioni di euro per l’anno 2026, 483,3 milioni di euro per l’anno 2027, 486,3 milioni di euro per l’anno 2028 e 489,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029”.

Cosa cambia per il congedo parentale

Sul congedo parentale, nel testo della manovra l’articolo 66 stabilisce che l’indennità al 30% che spetta ai genitori nei primi 12 anni di vita del figlio viene estesa “per la madre lavoratrice, per la durata massima di un mese fino al sesto anno di vita del bambino, alla misura dell’80 per cento della retribuzione”. La disposizione sarà applicata, come si legge nel testo “con riferimento alle lavoratrici che cessano il periodo di congedo di maternità a decorrere dal 1° gennaio 2023”.

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Fonte : Today