Disney, perché Bob Iger è la persona giusta per salvarla

La scorsa settimana, con una mossa che è stata definita “una sceneggiatura inverosimile, Bob Iger è tornato a essere l’amministratore delegato di Disney. Torna a ricoprire il ruolo che era stato già suo fino al 2020 dopo Bob Chapek, l’uomo che aveva personalmente scelto come suo successore e che il consiglio di amministrazione della società ha in sostanza licenziato. 

L’estromissione di Chapek arriva dopo quasi un anno di scelte poco fortunate. Innanzitutto, la transizione verso lo streaming, che ha fatto guadagnare alla società molti abbonati e l’ha aiutata a tenere il passo del settore, ma ha anche portato alla perdita di milioni di dollari. Poi sono arrivate la posizione contraddittoria di Disney in risposta a una legge omofoba della Florida e il calo della fiducia da parte di Wall Street. Il ritorno di Iger, un dirigente stimato dagli investitori e dai creativi, rappresenta una mossa coraggiosa, che sta già facendo parlare gli analisti di una ripresa dell’azienda.

Questo però è solo l’aspetto economico. Il vero impatto del ritorno di Iger, che si sta già facendo sentire, riguarderà anche la direzione futura della proprietà intellettuale Disney, che ultimamente è sembrata un po’ alla deriva (anche se va detto che quest’ultimo aspetto non è interamente responsabilità di Chapek: Disney è specializzata in blockbuster, che però non hanno avuto grande domanda per la maggior parte del suo periodo a capo dell’azienda). Iger è stato l’architetto dietro le acquisizioni di Marvel, nel 2009, e Lucasfilm, nel 2012, le due aziende che attualmente rappresentano due dei principali gioielli della corona Disney.

Da questo punto di vista, Iger si è sempre rivelato un capo severo ma giusto. Ha sostenuto con tenacia i due franchise, che hanno già festeggiato il decimo anniversario con la società. Ma ha anche dimostrato di sapere quando tirare il freno. Iger ha perseguito in modo aggressivo l’acquisto di 21st Century Fox (riportando così gli X-Men nella Marvel), ma ha anche fatto un passo indietro quando sembrava che la Lucasfilm stesse producendo troppi film di Star Wars.

Iger ha di fatto ripreso le sue funzioni non appena è emersa la notizia della sua nomina (cogliendo alla sprovvista Chapek, stando alle indiscrezioni). Nel frattempo, tra gli opinionisti circolano già congetture su quali saranno le mosse del nuovo capo della società (la Cnn si è chiesta senza mezzi termini se “Bob Iger può risollevare Disney?“). C’è chi dice che ripristinerà la fiducia tra i creativi della società e che esaminerà da vicino le proprietà di Disney nel settore dello streaming, come Hulu, e dei network via cavo, per esempio Espn, che forse ha perso il fascino che esercitava sugli utenti prima dell’avvento di Netflix e Amazon Prime. 

A quanto pare Disney non ha preso in considerazione nessun altro candidato prima di offrire a Iger di prendere nuovamente le redini dell’azienda. E questo potrebbe essere l’unico un passo falso. Iger è sicuramente la persona  in grado di raddrizzare l’azienda in questo momento. Ma prima o poi Disney dovrà essere ricostruita, e l’architetto per farlo è ancora in circolazione.

Questo articolo è comparso originariamente su Wired US.

Fonte : Wired