4 Ristoranti, la Locanda il Gatto Rosso è il miglior ristorante italiano di Fuerteventura

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Il viaggio di 4 Ristoranti (LO SPECIALE) è ripartito da Fuerteventura. A vincere il titolo di miglior ristorante italiano dell’isola è stata La Locanda il Gatto Rosso di Giovanni Vocca. Titolare e chef di questa trattoria-pizzeria che si trova a Villa Verde, località dell’entroterra e frazione del comune della Oliva, nel nord dell’isola, Giovanni gestisce la locanda insieme a sua moglie.

Di origini napoletane, Giovanni ha portato nel paradiso spagnolo una cucina prevalentemente italiana con prodotti anche originari di Fuerteventura. I piatti sono quelli della tradizione italiana del sud ma anche i grandi classici italiani. Il locale è circondato dal deserto e dai vulcani, in una zona estremamente suggestiva. Dall’arredamento in stile vintage, Giovanni ha rimaneggiato autonomamente tutti gli arredi già presenti per dargli un tocco personale. Da buon napoletano, il nome della Locanda è ispirato al film “Non ci resta di piangere” di Roberto Benigni e Massimo Troisi. Ecco cosa ci ha raccontato il vincitore. 

L’intervista al vincitore

4 Ristoranti, al via la nuova stagione con Alessandro Borghese

Conosceva già 4 Ristoranti?
Certo, credo di aver visto tutte le puntate da sempre.

Come nasce l’idea di trasferirsi da Napoli a Fuerteventura?
Realmente non vivo a Portici da parecchi anni, anche prima del trasferimento a Fuerteventura. È stata una scelta dovuta al fatto che, a mio parere l’Italia, il sud soprattutto, non offre ai giovani gli aiuti necessari per potersi realizzare autonomamente e io non sono mai stato unn tipo da climi nordici. Così, con mia mogliie abbiamo scelto Fuerteventura per il clima e per offrire ai nostri figli un futuro in un luogo fatto di natura e vita reale lontano dal consumismo estremo.

Cosa le manca di più dell’Italia?
La famiglia, gli amici, il cibo e i miei posti del cuore.

Cosa vuol dire per lei fare una cucina di qualità?
Una cucina di qualità nasce innanzitutto da un prodotto di qualità, poi dal rispetto del prodotto.
 

I ristoratori in sfida durante l’ispezione nel suo locale si aspettavano un po’ più di “calore”, come ha accolto questa critica?
Non so loro cosa intendono con calore visti i loro locali, ma credo che abbiano dato un significato diverso a questa parola.

Molto criticato al tavolo del confronto è stato anche il servizio. Se lo aspettava?
Sì me lo aspettavo, ero a conoscenza dell’andamento del servizio e mia moglie era molto emozionata. In situazioni normali sono certo che il calore e l’accoglienza che dà mia moglie in sala, anche se non ha studiato, come suggeriva qualcuno, non lo si trova in molti ristoranti. Da noi ci si sente a casa, e questo lo si può leggere sulle varie recensioni che ci lasciano i nostri clienti.

Come ha conquistato Alessandro Borghese e gli altri ristoratori?
Alessandro Borghese credo di averlo conquistato con la sincerità che poi ha riscontrato nel mio ristorante, nei miei piatti, in noi. Gli altri non sono sicuro di averli conquistati.

La strategia fa parte del gioco, é giusto che ci sia. La mia è stata quella di far notare le mancanze, per me una strategia pulita. Si gioca per vincere ma bisogna saper perdere. Questa é la mia filosofia.

Il vostro cavallo di battaglia?
Credo sia stato il gambero agli occhi di tutti. Per me invece è l’amore, per quello che facciamo e soprattutto per la nostra famiglia che ci dà forza.

La vostra carta vincente?
La sincerità trasferita anche nei piatti e in qualsiasi cosa facciamo.

Il ricordo più bello di questa avventura con Alessandro Borghese?
Il ricordo più bello difficile dirlo, ne ho tantissimi, però vedere scendere Alessandro dal van non ha prezzo.

Cosa ha imparato da questa esperienza?
Ho imparato che credere in se stessi é importantissimo, anche se non si viene apprezzati davvero come ora è capitato a me. 

Fonte : Sky Tg24