La città che ha scelto il buio totale per risparmiare sulle bollette

“Com’è buia la città”, cantava Caterina Caselli negli anni ’70 in una cover italiana della celebre “Ain’t no sunshine” di Bill Withers. “Hai paura del buio?”, domandavano invece agli ascoltatori gli Afterhours nel ’97 pubblicando quello che è forse l’album più famoso (e, personalmente, uno dei più belli) della band di Manuel Agnelli. A distanza di diversi anni, possiamo dire tranquillamente che la nostra città non è mai stata tanto buia quanto oggi.

La città in questione è la mia, Ravenna, dove l’amministrazione comunale – a causa del caro bollette che ha colpito tutta Italia e non solo – ha preso una decisione molto forte (e, insieme a buona parte del resto della provincia, unica, almeno in Romagna): spegnere l’illuminazione pubblica per risparmiare. Dal lunedì a venerdì i lampioni sono spenti dall’1 alle 5, per 4 ore di buio totale. Un po’ meno nel weekend e nei festivi, quando l’oscurità regna “solo” dalle 2.30 alle 5. Gli spegnimenti non riguarderanno invece gli impianti che illuminano le strade statali che attraversano il territorio comunale. In totale quindi, allo scattare dell’una di notte, a Ravenna si spengono più di 34mila lampioni sui 36mila presenti, e la città piomba nel buio.

Il sindaco di Ravenna, nonchè presidente dell’Upi (Unione province italiane) Michele de Pascale, ha spiegato che “si tratta di provvedimenti straordinari senza i quali gli enti locali si troverebbero nella situazione di non poter liquidare le utenze e di dover quindi sospendere i servizi”. La volontà, dice lanciando un appello al Governo, è “quella di applicare tali misure nei limiti della stretta necessità, continuando nel frattempo a sollecitare con fermezza il Governo affinché affronti in maniera strutturale un’emergenza che coinvolge imprese, famiglie e amministrazioni pubbliche, auspicando un’evoluzione positiva del quadro internazionale che ha portato a tale situazione”.

Il risparmio, c’è da dirlo, è notevole: senza la riduzione delle ore di accensione deliberata, ha spiegato l’amministrazione, il canone annuo 2022 per il comune di Ravenna aumenterebbe di 2.386.788 euro (passando da 3.830.137 euro del 2021 a 6.216.926 del 2022). Per il 2023 la previsione dell’importo sarebbe di 6.052.700 euro, calcolata sulla base delle tariffe attuali. In virtù della riduzione delle ore di accensione deliberata, il risparmio atteso su base annuale è di 1.122.062,74 euro, passando dai complessivi 6.052.700 euro per 4.000 ore di funzionamento a 4.930.6373.

Un provvedimento sicuramente straordinario, come ha detto il sindaco, ma che fa paura. Inutile girarci attorno: camminare per le strade della città in queste notti dà i brividi. Svolti l’angolo, magari uscito dal lavoro, e non sai a cosa potresti andare incontro: che sia un malintenzionato, una bicicletta o un monopattino (che allo stesso modo non potrebbero vedere me pedone, con tutti i rischi del caso) o anche una semplice buca nella strada. E non si parli di allarmismo: vale la pena ricordare che anche quest’anno Ravenna è risultata prima in Italia per furti in abitazione nella classifica sull’indice della criminalità del Sole 24 Ore, con 1888 denunce nel solo 2021. Non solo: nella stessa classifica, la città dei mosaici è 15esima per violenze sessuali, 20esima per furti in generale, 26esima per furti negli esercizi commerciali e 32esima per furti sulle auto in sosta, 25esima per tentati omicidi, 30esima per furti con strappo, 29esima per rapine sulla pubblica via e addirittura quarta per omicidi da incidente stradale. “Eh ma a Ravenna si denuncia molto”, si dice. Chissà.

Proprio sull’incidentalità è obbligatorio soffermarsi a ragionare: una strada buia, è indubbio, rischia di essere più pericolosa. Un pedone o una bicicletta che attraversano al buio come potranno essere visti dalle auto, se non solo all’ultimo secondo, quando ormai è troppo tardi per frenare? Una buca o un qualunque tipo di ostacolo (anche un semplice dosso stradale, dal momento che sarà impossibile vedere il cartello stradale che lo segnala) come potrà essere evitato? Su questo rischio si è espresso Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale, sottolineando come sia “un dato inconfutabile che una corretta illuminazione è un fattore fondamentale per il contrasto all’incidentalità. Ridurre l’illuminazione accresce il rischio di incidente. Senza illuminazione è difficile percepire le buche profonde, la segnaletica, i guardrail divelti e distrutti, le fronde che di protendono sulla sede stradale”.

Il Comune ha rassicurato i residenti – o anche chi semplicemente a Ravenna lavora in bar, ristoranti, ospedali e altre attività che richiedono anche turni notturni – spiegando che i varchi stradali elettronici, i semafori e le telecamere di sicurezza rimarranno accesi. Quindi tranquilli: i reati (e gli incidenti) ci saranno, ma verranno immortalati dalle telecamere. E tu, hai paura del buio?

Fonte : Today