All’Umberto I protestano i lavoratori del Cup: prenotazioni a rischio

I lavoratori del Cup del Policlinico Umberto I sono pronti a protestare contro le condizioni critiche nelle quali sono costretti ad operare. “Carenza di organico cronica, una serie di difformità organizzative e di locali non del tutto idonei per la tipologia di lavoro svolto, ma più che altro – spiega il responsabile dipartimento III settore Uil Fpl Roma e Lazio, Massimo Mattei – una assoluta carenza, o totale assenza, di guardie giurate nella grande maggioranza di CUP strategici del Policlinico, producendo, di fatto, una rischiosa insicurezza ambientale che determina, assai sovente, una serie di aggressioni verbali nei confronti degli operatori che gestiscono un flusso enorme di utenza. Parliamo di una media di oltre 3000 utenti giornalieri, il 50% dei quali solo in alcune postazioni”. 

I lavoratori del Cup dell’Umberto I “a rischio burn out”

Una situazione peggiorata anche in seguito alla chiusura di casse strategiche dipartimentali a fronte di un esponenziale aumento di servizi che ha generato, di fatto, un notevole aumento del carico dei lavoratori del Cup. Ridotti invece gli operatori della segreteria del Centro Unico di Prenotazione che così si trovano a gestire una complessa mole di agende. 

La protesta del Cup Policlinico Umberto I: prenotazioni a rischio

Da 40 giorni i sindacati sollecitano un intervento della Direzione Generale del Policlinico Umberto I, “ma senza alcun riscontro”. Eppure, prosegue Mattei, “le criticità stanno creando un logorio psicofisico ed emotivo ai lavoratori impiegati in questa commessa, alcuni dei quali sono persino a rischio burn out”.

Le poche rassicurazioni ricevute dai vertici, ma mai formalizzate, non bastano: così il sindacato ha indetto un’assemblea di tutte le lavoratrici e lavoratori coinvolti. Il prossimo 1° dicembre, dalle ore 10 alle ore 12,30 dunque prenotazioni a rischio. “Ci scusiamo in anticipo con l’utenza – scrive il sindacalista – per eventuali disagi che inevitabilmente si verranno a creare”. 
 

Fonte : Roma Today