La Francia salva le corride, Macron: “Non è il momento di abolirle”

Emmanuel Macron non vuole abolire la corrida. Per il presidente, vietarla è tutt’altro che “la priorità”. Il capo di Stato ha affermato che ” non ci sarà alcun divieto”, come richiesto dal partito di estrema sinistra La France Insoumise, e ha auspicato sul tema “una conciliazione, uno scambio”.

“Dobbiamo tenere conto delle specificità locali e dei costumi a cui i nostri connazionali sono legittimamente legati. E la condizione animale e la sensibilità che suscita, soprattutto nelle giovani generazioni”, ha aggiunto il Capo dello Stato. Ha insistito sul fatto che “questi dibattiti dovrebbero essere condotti con rispetto. Nel rispetto delle tradizioni e della nostra cultura, perché la gente ha l’impressione di essere espropriata della propria cultura. E nel rispetto del nostro impegno per la biodiversità e il clima. C’è un modo”, ha dichiarato.

L’Assemblea nazionale dovrà esaminare la proposta di legge del deputato de La France Insoumise Aymeric Caron. La settimana scorsa la commissione Affari giuridici ha espresso un parere negativo e la Renaissance, il partito di Macron, è profondamente diviso sull’opportunità di porre fine all’uccisione dei tori dopo i combattimenti.

In Francia la corrida è protetta dal settimo comma dell’articolo 521-1 del Codice penale, che prevede un regime eccezionale in nome delle “tradizioni locali ininterrotte”. È quindi autorizzata in alcuni territori dove la pratica è considerata parte del patrimonio. La prima corrida in Francia si tenne nell’agosto del 1853 a Bayonne, in onore di Eugénie de Montijo, moglie di origine andalusa di Napoleone III, che trascorreva lì le sue vacanze.

Fonte : Today