Andrea e Anthea, le riserve degli astronauti Esa “Incredibile essere qui, daremo il nostro contributo”

Per sognare di camminare sulla Luna c’è tempo, intanto si godono il momento, perché è comunque una grande soddisfazione, anche se non sono in prima linea come astronauti scelti. Anthea Comellini, 30 anni di Chiari, in provincia di Brescia, e Andrea Patassa, 31, di Spoleto sono i due italiani tra le riserve selezionate dall’Agenzia spaziale europea per la nuova classe di pionieri spaziali. Due curricula ed esperienze molto diverse. Lui ha studiato Scienze aeronautiche ed è pilota dell’Aeronautica come Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti, un “top gun”, collaudatore di velivoli sperimentali, lei ingegnera spaziale, preferisce pilotare sonde in manovre nello spazio profondo, con esperienza all’Esa sulle e ora a Thales Alenia Space. 

Si presentano sorridenti, indossano il giubbotto nero con il logo dell’Esa, per la prima intervista da astronauti accompagnati dal presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia. Non sono delusi per non essere nella lista dei sei “titolari”, anzi, vivono questo momento con incredulità e gratitudine: “È un’opportunità incredibile, sono soddisfatto del mio lavoro di pilota sperimentatore e continuerò, ma mi dedicherò anche a supportare l’Esa in questi anni con le attività che ci verranno richieste” dice Andrea. “Questa possibilità è qualcosa in più, io come tutti gli altri sono felice di fare questo lavoro con passione, questo passo lo vedo come l’inizio di un’avventura che nella migliore delle ipotesi ci porterà nello spazio” aggiunge Anthea.

“Un sogno di bambina”. “Come diventare Spiderman”

È per entrambi un sogno che hanno cullato fin da bambini. Anthea Comellini ricorda il momento in cui ha pensato di voler salire in alto: “Da bambina ho visto Armageddon, so che non è molto accurato scientificamente ma c’era questo bellissimo shuttle in rampa di lancio e io pensavo fosse fantascienza. Quando i miei genitori mi hanno spiegato che invece quello lo lanciavano e anche spesso, per me è stata follia. Ero irrazionalmente attirata dal volo spaziale, mi immaginavo come astronauta, poi crescendo mi sono lasciata libera di capire quali fossero le mie inclinazioni e la mia vocazione. Poi quando è stata annunciata la selezione ho pensato che fosse il momento giusto per provare”.

A volte gli astronauti somigliano a supereroi, è così per molti di noi, e anche per Andrea: “Era un sogno che avevo da bambino ma pensavo fosse totalmente irrealizzabile, come diventare Spiderman, per dire, e allora ho seguito l’altro mio sogno, di diventare pilota militare. Poi col tempo e l’ispirazione di Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano che avevano il mio stesso background, ho capito che avevo qualche possibilità e ho ripreso in mano il mio sogno. E quando l’Esa ha pubblicato il bando per la selezione ho colto l’occasione al volo. Se devo scegliere un film che mi ha ispirato: Interstellar”.

Andrea Patassa e Anthea Comellini con il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia

Il pilota e l’ingegnera

Patassa, porta la sua esperienza da pilota di caccia sperimentale, un contributo “di carattere operativo, venendo dall’Aeronautica militare, ma anche nello sviluppo di tecnologie e procedure e sistemi, e il background da pilota sperimentatore è un background solido per questo”. “Io dal lato opposto come ingegnere spaziale, amo sviluppare i sistemi spaziali e spingere la tecnologia che esiste già, e l’idea di poter essere un operatore di questi sistemi, di navigazione automatica di satelliti, lanciatori e anche stazioni orbitanti, è una cosa estremamente arricchente per me e penso anche per l’Agenzia” riflette Comellini. “Anthea permetterà presto di fare quello che si chiama logistica spaziale, andremo a fare le riparazioni in orbita, andremo a prendere i satelliti in fin di vita per spingerli via” interviene Saccoccia. 

A differenza della squadra di “titolari”, che da gennaio inizieranno un addestramento di un anno in preparazione di una missione, per loro d’ora in avanti la vita non sarà rivoluzionata. Continueranno con il proprio lavoro precedente, seguendo un breve addestramento ogni anno a Colonia per una o due settimane, per mantenere le qualifiche mediche per volare nello spazio, spiegano. Se si presenteranno occasioni per volare saranno richiamati. Come ha detto il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher, “anche loro sono scelti come astronauti, tutti ugualmente capaci, sfortunatamente non avevamo così tante opportunità di volo”. La classe 2022 ha infatti 17 nomi, sei gli astronauti scelti, 10 le riserve, un parastronauta.

Andrea Patassa e Anthea Comellini

Capiscono di aver ottenuto un grande risultato per essere stati selezionati tra migliaia di giovani di grande talento e competenza: “Per me l’emozione prevalente è un senso di gratitudine, dopo una selezione lunga. Molti meritavano di essere qui, noi rappresentiamo quello che l’Esa cercava” spiega Comellini. Patassa è ancora incredulo: “Sto ancora cercando di realizzare, c’erano tanti candidati di altissimo profilo, tutte persone eccezionali. Daremo il nostro contributo all’Esa come e quando ci verrà richiesto e dovessero esserci possibilità di andare nello spazio, saremo pronti”.

E se davvero per loro si aprissero le porte di una navetta in direzione delle stelle, sono pronti a farsi ambasciatori, volti di una visione che ha come primo obiettivo la salvaguardia del nostro Pianeta: “Vorrei portare temi come quello del cambiamento climatico e del surriscaldamento globale – sottolinea Andrea – per smuovere le coscienze sul tema. Penso alle foto del Po dall’alto della scorsa estate, prosciugato dalla siccità”. Stesso pensiero per Anthea: “Tutti i temi ora trattati dall’Esa sono importantissimi, come il monitoraggio e la mitigazione del climate change. Lo spazio può essere fondamentale per aiutarci nel monitoraggio. Io ho lavorato molto con problemi relativi a rifiuti spaziali, è un argomento su cui bisogna sviluppare una coscienza, e di cui Esa si sta occupando”.

Fonte : Repubblica