Il numero verde per gli orfani di femminicidio

Ogni tre giorni un bambino o una bambina dice addio alla mamma. I numeri rendono conto di un’emergenza nell’emergenza: quella degli orfani di femminicidio. Per loro e le famiglie affidatarie c’è il numero verde 800 99 00 44. Il servizio è attivo 7 giorni su 7 dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 20. Chi chiama, in modo anonimo e gratuito, trova ascolto e assistenza. Si tratta del primo e unico numero verde in Italia per gli orfani di femminicidio.

L’iniziativa (in collaborazione con Wind Tre) è parte delle azioni del progetto Airone, selezionato col bando A braccia aperte dall’associazione senza scopo di lucro Con i Bambini. L’ente capofila è Il Giardino Segreto, onlus nata a Roma per volontà dell’avvocato Patrizia Schiarizza. Al suo fianco lavorano le psicologhe Paola Medde ed Emanuela Iacchia. “L’associazione Il giardino segreto –  racconta a Today.it Patrizia Schiarizza – è nata nel 2015 con lo scopo di aiutare i bambini orfani di femminicidio. Siamo partite della nostre esperienze professionali offrendo supporto legale e psicologico autofinanziandoci. Ci siamo rese conto di essere diventate pian piano un punto di riferimento e riceviamo richieste di contatto non solo da Roma o dal centro Italia. I problemi che devono affrontare sono tanti e diversi, abbiamo iniziato un lavoro di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni. Nel 2019 siamo state sentite dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e dalla consulta creata dal garante nazionale dell’infanzia per gli orfani. Facciamo da tramite tra Stato e famiglie”.Patrizia_Schiarizza-2

Il numero verde è attivo nelle regioni del Centro: Lazio, Toscana, Abruzzo, Molise, Marche e Umbria. “Vorremmo estenderlo a tutto il territorio nazionale – spiega Patrizia Schiarizza -. Spesso a chiamare sono le famiglie affidatarie. Le domande sono varie. Chiedono una guida. Il problema si pone da subito: cosa dire all’orfano? Come dirlo? Quando?  Altre volte chiedono un aiuto nella relazione tra l’orfano e la famiglia del genitore che ha commesso l’omicidio”.

Il numero verde per gli orfani di femminicidio è solo una delle azioni portate avanti con lo scopo di tessere una rete che possa aiutare gli orfani e le famiglie. Una équipe multidisciplinare attiva le cosiddetta “dote educative” per la realizzazione di piani individuali di aiuto personalizzato, con attività e servizi diversi calibrate sulle singole esigenze. Per gli orfani si prevede anche l’accesso agevolato a soggiorni e campi estivi con coetanei, realizzati dagli altri partner del progetto. Per i ragazzi e le ragazze tra i 16 e i 21 anni c’è una specifica attività di accompagnamento al lavoro.

I problemi che gli orfani e le famiglie affidatarie devono affrontare sono diversi. Schiarizza spiega che spesso “hanno alle spalle un vissuto di violenze. Il femminicidio rappresenta il finale tragico di una storia iniziata molto prima. Poi sono spesso vittime dello stigma sociale. Sono visti come figli “di quel padre’ o ‘di quella madre'”.

“Gli orfani –  spiega la psicologa Paola Medde – devono riorganizzare la loro vita e il loro futuro. Il senso di fiducia è profondamente minato. Quando perdi un genitore e quello che resta o la persona che identifichi come papà diventa la persona più pericolosa al mondo sviluppi diffidenza. hai capacità nell’affidarti. Sono bambini che spesso hanno anche poca fiducia nella loro capacità di distinguere il bene e il male. Perché magari per anni hanno assistito a violenze ma sono state minimizzate. Gli orfani possono manifestare disturbi dello sviluppo, dell’identità, dell’autostima, di fiducia”. Secondo Medde “è importante dire subito loro la verità. Con parole semplici, adeguate, ma la verità. Questo evita che possano sviluppare fantasie, senso di colpa. Devono dare da subito un senso all’assenza della madre”.

Le famiglie chiedono soprattutto “aiuto e sostegno. Spesso gli orfani sono affidati a nonni e zii. Sono loro per primi immersi nel lutto ma nonostante questo si chiede loro di avere la capacità di essere persone capaci di riorganizzarsi e progettare per un’altra persona, per la quale devono rappresentare un solido punto di riferimento Consideriamo anche che alcuni orfani arrivano a noi dopo anni dal trauma, hanno comunque fatto un loro percorso”.

Il Giardino segreto lavora poi su formazione e informazione. La prima interessa psicologi, assistenti sociali, operatori di terzo settore e operatori sanitari. La seconda invece è rivolta alle famiglie affidatarie. “Le famiglie – spiega Schiarizza – ignorano i loro diritti. Spesso poi hanno paura anche dei servizi sociali che vengono visti come nemici. Un problema frutto della spesso diffusa incompetenza delle istituzioni. Anche per questo è importante l’azione di formazione”. 

Gli aiuti per gli orfani a causa di crimini domestici son previsti dalla legge 4 del 2018. “La legge – spiega Schiarizza – è un buon punto di partenza. Siamo l’unico Paese europeo con una legge a tutela degli orfani di femminicidio. Come tutto è perfettibile. Le procedure per avere i fondi sono lunghe, gli aiuti non arrivano tempestivamente. Questo è problema: spesso gli orfani sono affidati ai nonni che vivono con la pensione o agli zii, che magari hanno altri figli. La lentezza burocratica è certamente un aspetto su cui si deve lavorare. Così come è necessario lavorare anche su detenuti che hanno commesso femminicidio. Servono percorsi rieducativi e anche un’attenta valutazione circa l’attendibilità della partecipazione a questi percorsi”. 

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Fonte : Today