È davvero questa la ‘app’ che ci spingerà a entrare nel metaverso?

Se c’è una cosa che ancora non convince, del metaverso immaginato da Mark Zuckerberg, è la sua grafica. “Più brutta di un gioco della WII del 2008”, è stato scritto. Poco importa che Zuckerberg abbia recentemente annunciato che gli avatar – finora dei mezzibusti digitali – “avranno le gambe”.

Per la popolare testata online TechCrunch, “Il futuro della realtà virtuale, secondo Meta, è una versione peggiore di quello a cui ci ha abituati il passato”. In particolare non convince l’idea di acquistare un nuovo visore VR – il Meta Quest Pro che sarà venduto a 1800 euro – per partecipare a meeting virtuali con i colleghi di lavoro. Questo perché, nonostante il nuovo visore sia in grado di cogliere la direzione dello sguardo e le espressioni di chi lo indossa, e di riprodurre il tutto sul volto dell’avatar, i limiti della grafica rendono il risultato poco apprezzabile. E si ha sempre l’impressione di trovarsi un cartoon.

Ma in futuro tutto potrebbe cambiare. Perché i Reality Labs di Meta, la divisione dell’azienda di Menlo Park che si occupa di sviluppare modi “nuovi e migliori” per connettere le persone, lavorano da tempo ai “Codec Avatar”, copie digitali così realistiche da rendere le interazioni da remoto “indistinguibili da quelle di persona”.

Un esempio delle potenzialità di questi avatar è quello descritto nel video – visibile in questa pagina – che Meta ha mostrato in occasione del suo evento “Connect” dedicato al metaverso. Si chiama “Instant Codec Avatar” perché Meta punta alla creazione di una replica tridimensionale del viso dell’utente, comprensiva delle sue molteplici espressioni, attraverso una semplice scansione effettuata con lo smartphone. La scansione è veloce, richiede appena due minuti, ma l’elaborazione successiva dei dati necessita ancora di alcune ore di lavoro. E anche per questo gli Instant Codec Avatar non sono ancora accessibili ai consumatori. Ma c’è da scommettere che presto lo saranno. A quel punto la telepresenza sarà più vicina. E di conseguenza l’esperienza nel Metaverso diventerà molto più credibile. E appetibile.

di Pier Luigi Pisa

Fonte : Repubblica