Sfratti e graduatoria Erp: i sindacati chiedono al Campidoglio un cambio di passo

“Basta chiacchiere, vogliamo le case”. Lunedì scorso 10 ottobre Unione Inquilini ha organizzato un presidio colorato sotto alla sede dell’assessorato alle politiche abitative e al patrimonio di Roma Capitale a Garbatella, chiedendo un cambio di passo rispetto a due temi che stanno a cuore a migliaia di famiglie: la graduazione degli sfratti e l’aggiornamento della graduatoria Erp. 

Il presidio degli inquilini e le richieste a Gualtieri e Zevi

Un sit-in (al quale era presente anche Marco Cacciatore, presidente della commissione regionale casa) durato oltre 3 ore, partecipato da circa una sessantina di persone tra inquilini delle case popolari e sotto sfratto, durante il quale il sindacato ha simbolicamente consegnato alcuni “regali” alla giunta guidata da Roberto Gualtieri: sfratti, zero assegnazioni, graduatorie bloccate, buoni casa revocati, contributi affitto spariti, residence abbandonati. La richiesta che viene fatta all’assessore Tobia Zevi e al prefetto Matteo Piantedosi è “la convocazione immediata del tavolo prefettizio sugli sfratti – spiega a RomaToday Fabrizio Ragucci – l’adozione del protocollo per il passaggio da casa a casa e la richiesta pubblica, da parte dell’assessore al prefetto, di sospendere le esecuzioni”. 

“L’aggiornamento della graduatoria Erp fermo a giugno 2020”

“La graduatoria Erp va aggiornata”. Su questo Ragucci batte forte da tempo. Spesso le storie di sfrattati riguardano cittadini che hanno fatto domanda anche da dieci anni, nel frattempo hanno visto peggiorare la loro situazione economica e di salute e aiutati dai sindacati hanno fatto richiesta di aggiornamento del punteggio. Così facendo si scalano posizioni e ci si avvicina alla tanto agognata assegnazione: “Ma la graduatoria è ferma al primo semestre 2020 – fa sapere il sindacalista – quindi chi ha inoltrato domande di aggiornamento dal 1° luglio del 2020 in poi non ha ancora ricevuto risposta. Nemmeno di diniego”. 

Giocare d’anticipo e fare leva sui proprietari: così il comune lavora per tamponare gli sfratti

Il protocollo per la graduazione degli sfratti proposto dalla maggioranza

Riguardo al protocollo, sembra si stia arrivando a una quadra, anche se ci vorrà ancora del tempo. Ad aprile, prima di Pasqua, una delegazione di consiglieri capitolini (Converti del Pd, Luparelli di SCE, Ciani di Demos) insieme a Zevi era salita a Palazzo Valentini per proporre un accordo inedito a Piantedosi (in odore di Viminale nel nuovo governo di centrodestra): ricevere dalla prefettura con un certo anticipo la lista delle ordinanze di sfratto esecutivo per avere un po’ di vantaggio nel trovare soluzioni alternative agli inquilini. 

A breve una riunione per discutere la bozza con i sindacati

Da quel giorno fino ad oggi il lavoro è andato avanti. Secondo quanto risulta a RomaToday, confermato anche dal Campidoglio, sarebbe pronta una bozza di protocollo. La prossima settimana i consiglieri Nella Converti e Yuri Trombetti, rispettivamente presidenti della commissione politiche sociali e casa, convocheranno una riunione con i sindacati per illustrarla e discuterne. “Certo poi deve approvarlo il prefetto”, sottolinea chi ci sta lavorando. “Per ora abbiamo ottenuto che la prossima settimana saremo convocati – conferma Ragucci di Unione Inquilini – insieme agli altri sindacati, per confrontarci su una bozza di protocollo”. 

Cosa prevede il protocollo d’intesa tra prefettura e comune

L’accordo che dovrebbe unire gli intenti di Campidoglio, palazzo Valentini e sindacati e che dopo l’incontro pre-pasquale è stato discusso anche a inizio giugno – questa volta anche con l’assessora alle politiche sociali Barbara Funari – prevede circa due mesi di anticipo da parte della prefettura nel comunicare gli sfratti in esecuzione. In tal modo la task force che sarebbe composta da Zevi (alla guida), Funari, servizi sociali, municipi e i consiglieri capitolini più dentro al tema casa (da Trombetti a Converti, da Ciani a Luparelli e Biolghini di Roma Futura) potranno mettersi a lavoro per individuare innanzitutto le maggiori fragilità (anziani, persone con disabilità, minori a carico), capiranno se chi è sotto sfratto ha già inoltrato una domanda di casa popolare, in caso negativo supportare l’inquilino nel compilarla e presentarla in maniera corretta, trovando però nel frattempo soluzioni tampone, una su tutte il contributo all’affitto. Per il comune non saranno più di due casi al mese a necessitare di questa tipologia di intervento. 

Fonte : Roma Today