Halloween Ends: la storia di Michael Myers ad un passo dalla fine

La notte delle streghe ha assunto negli ultimi anni un’importanza particolare per gli appassionati del cinema horror più sanguinoso, perché a distanza di decenni dal capolavoro firmato John Carpenter ha fatto il suo terribile ritorno sulle scene uno dei personaggi più iconici del genere slasher. Michael Myers rivive ai nostri giorni grazie alla rispettosa reinvenzione di David Gordon Green, il quale ha scelto di ignorare gli innumerevoli sequel e gli sconsiderati remake per imbastire una vera e propria trilogia sequel che riprendesse il testimone lasciato dall’opera datata 1978. Halloween si appresta a tornare nei cinema di tutto il mondo – lo trovate infatti tra i film in sala di Ottobre 2022 – riportando sul grande schermo il serial killer che ha trasceso la sua umanità per diventare un carnefice brutale ed inarrestabile.

Quello che troveremo in sala è il capitolo conclusivo di una saga capace di celebrare i fasti di un’opera indimenticabile, riprendendone i tratti essenziali e modernizzandoli in un dittico di pellicole dalla violenza efferata ma sempre significativa, la quale ha dato nuovo lustro ad un Uomo Nero tornato di prepotenza nell’immaginario collettivo dopo un periodo di triste assenza. In attesa di scoprire come si concluderà il viaggio spietato di Michael Myers, ripercorriamo gli eventi che ci hanno condotto a questo epilogo e cerchiamo di capire come è possibile mettere la parola fine alla storia di un assassino apparentemente immortale.

Il Male non muore

La straziante carriera di Michael Myers comincia a soli sei anni, e la sua prima vittima è la sorella Judith: in seguito all’omicidio il bambino è affidato alle cure dello psichiatra Sam Loomis e viene rinchiuso in un manicomio, ma dopo 15 anni riesce ad evadere e fa il suo sanguinoso ritorno ad Haddonfield, dove prende di mira una giovanissima Laurie Strode (Jamie Lee Curtis) pedinandola mentre è di ritorno da scuola. Nella sua città natale il serial killer comincia a mietere vittime avvicinandosi alla sua preda designata, ma una volta arrivato a Laurie viene prima accoltellato dalla ragazza, e poi colpito ripetutamente dal fuoco del dottor Loomis che l’ha inseguito dall’ospedale psichiatrico.

Il cult di Carpenter si concludeva con la sparizione del corpo di Myers, ma il primo capitolo scritto da Gordon Green (qui la nostra recensione di Halloween) decide di modificare la scomparsa dell’assassino e ci riporta al manicomio Smith’s Grove, dove – quarant’anni dopo la scia di sangue descritta dal regista de La Cosa – il killer è nuovamente imprigionato. La seconda fuga avviene in seguito ad un incidente che coinvolge l’autobus che trasporta i detenuti: tornato in libertà, Michael ritorna ad Haddonfield senza pensarci due volte, deciso a vendicarsi di una Laurie che nel frattempo è cresciuta nel terrore del suo ritorno.

La donna ha imparato numerose tecniche di autodifesa e possiede svariate armi, ha trasformato la propria casa in una trappola per Myers e ha cercato di crescere la figlia Karen con la stessa paura che ha guidato i suoi ultimi quarant’anni di vita, prima che i servizi sociali la privassero della custodia. I suoi familiari l’hanno scongiurata per anni di lasciarsi il passato alle spalle, cercando di convincerla dell’impossibilità che Michael tornasse in libertà, ma il trauma l’ha resa una donna sempre all’erta e impossibile da tranquillizzare.

Venuta a conoscenza della fuga, Laurie pattuglia le strade di Haddonfield alla ricerca del suo acerrimo nemico, il quale però riesce a spezzare numerose vite prima di arrivare al suo obbiettivo: giunto a casa della nemica, il killer si confronta con l’intera linea femminile della sua famiglia, perché Laurie è aiutata nella lotta dalla figlia Karen e anche da sua nipote Allyson. Sfruttando le loro capacità di combattimento ed anche le numerose trappole nascoste nell’abitazione, le tre protagoniste riescono a rinchiudere Myers nello scantinato e danno fuoco all’edificio, lasciando la zona convinte che l’Uomo Nero sia morto nel rogo che ha distrutto l’intera casa.

Caccia alla bestia

Il secondo capitolo (qui la recensione di Halloween Kills) si apre esattamente sulla chiusura del precedente: Laurie è ricoverata in ospedale a causa delle ingenti ferite causate dal combattimento con Michael, mentre i pompieri arrivati sulla zona dell’incendio rinvengono tra le macerie il corpo dell’assassino che si risveglia e ricomincia la strage come se nulla fosse accaduto. Adesso la notizia è di dominio pubblico e la città è letteralmente assalita dal terrore, ma Karen ed Allyson scelgono di mentire a Laurie dicendole che Myers è morto, impedendole così di abbandonare le terapie indispensabili.

In realtà il serial killer sta spargendo sangue e morte in tutta Haddonfield, con gli abitanti che rispondono formando una squadra di pattuglia alla ricerca del mostro, e la furia cieca provocata dalla paura trasforma le stesse vittime in carnefici: a farne le spese è un altro paziente evaso dal manicomio, scambiato dalla folla per Michael ed inseguito per i corridoi dell’ospedale finché non viene riconosciuto da Karen, la quale cerca di calmare i concittadini impazziti. Le sue suppliche non servono a nulla, l’uomo si suicida per evitare il linciaggio e Laurie scopre così che Myers è ancora in circolazione, mentre Allyson – unitasi ai vigilanti – traccia il percorso dei nuovi omicidi e capisce che l’assassino si sta dirigendo verso la sua vecchia casa.

Arrivata nell’edificio, la ragazza viene attaccata dal killer ma la madre riesce a salvarla infilzando Michael con un forcone, per poi rubargli la maschera provocandolo a seguirla. Facendo in questo modo da esca, Karen riesce ad attrarre l’assassino nel bel mezzo della folla inferocita della città, che massacra lo spauracchio con ogni mezzo a disposizione. Michael Myers però non è un essere umano, e nonostante le brutali percosse riesce a riprendersi e fa a pezzi l’intera squadra di vigilanti, per poi tornare nella vecchia stanza di sua sorella ed uccidere Karen, che era convinta di essere al sicuro dopo la morte del mostro.

Scontro finale

È quindi con una morte traumatica che si conclude un sequel decisamente più cattivo e sanguinoso rispetto al film precedente, portando sugli schermi una storia nella quale Myers si dimostra essere soltanto uno dei simboli della malvagità, mentre il Male effettivo riesce ad assumere diverse forme, alcune delle quali imprevedibili e ancor più pericolose dell’Uomo Nero. Il trailer di Halloween Ends, insieme ad un titolo che lascia ben poco all’immaginazione, preannuncia quello che sarà l’ultimo capitolo di una saga che affonda le radici negli anni Settanta, trasportata con forza in un nuovo millennio riscopertosi al cinema desideroso di sangue e brutalità.

L’operazione imbastita da David Gordon Green ha stupito il pubblico per il profondo rispetto con il quale ha declinato il messaggio di Carpenter ai giorni nostri, facendosi aiutare proprio dal Maestro nella composizione di una colonna sonora chiaramente ispirata al classico del ’78, ma pregna di nuove sfumature che calano con maggior prepotenza nella sadica follia dell’assassino. A differenza di quanto accaduto col secondo capitolo, la pellicola finale si apre con un salto temporale di quattro anni, un periodo nel quale Myers è scomparso nel nulla mentre la città cercava di riprendersi dalla terribile notte di Halloween trascorsa tra omicidi e distruzione.

L’assenza del killer testimonia i danni inflitti dalla folla inferocita, ma quando un animale è ferito diventa ancora più pericoloso, ed è per questo che Laurie non ha smesso di rimanere vigile. La donna vive insieme alla nipote Allyson e sta concludendo un libro di memorie, ma col suo sguardo attento ha notato la presenza del Mostro vicino casa. Le persone che le stanno attorno, proprio come era accaduto quattro anni prima, cercano di dissuaderla da questa malsana ossessione, ma Laurie ha ancora una volta ragione e Haddonfield se ne accorge quando un ragazzo di nome Corey Cunningham viene accusato dell’omicidio di un bambino.

Dalle brevi sequenze nel video di presentazione sembra che questo nuovo personaggio abbia sviluppato uno strano legame con Myers, ferito e nascosto in una tubatura dismessa, ereditandone probabilmente la maschera e facendosi portavoce della sua malvagità. Gli omicidi riprendono con la stessa sanguinosa cadenza degli anni precedenti, ma questa volta Laurie – decisa a vendicare la morte della figlia – non ha intenzione di lasciare la battaglia incompiuta, per questo la lotta deve concludersi con la morte di uno dei due storici protagonisti.

Jamie Lee Curtis ha dichiarato che quest’ultimo capitolo segna la fine del suo personaggio, ma non impedisce alla serie di Halloween di continuare senza di lei: è probabile che lo scontro conclusivo chiuda in maniera rumorosa un arco narrativo lungo quarant’anni, magari con la scomparsa di entrambi gli interpreti originali, ma la torcia di brutalità e devastazione di Myers potrebbe essere raccolta da Corey e da altri squilibrati pronti ad uccidere col suo volto, come accade spesso nelle serie slasher che contano numerosi sequel. La mancanza di personalità che si cela dietro una maschera rende questa icona del cinema horror una fonte inesauribile di storie, potenzialmente capace di durare per altri quattro decenni, ma la battaglia di Laurie è destinata ad una conclusione che arriverà nelle sale cinematografiche tra una manciata di giorni.

Fonte : Everyeye