Iniziati a Bangkok i lavori della Conferenza generale delle Chiese cattoliche dell’Asia

Riuniti 200 delegati da 29 Paesi fino al 30 ottobre per un evento sinodale a 50 anni dalla fondazione della Fabc. Il card. Bo nella Messa di apertura: “Chiamati a una nuova Epifania nel secolo dell’Asia”. Il videomessaggio di papa Francesco: “Che i laci assumano il loro battesimo e sia rispettata la particolarità di ogni Chiesa”.

Bangkok (AsiaNews) – Presso il Centro pastorale di Baan Phu Waan, a Sam Phran, si sono aperti oggi i lavori della Conferenza generale delle Chiese cattoliche dell’Asia che celebra i 50 anni dalla costituzione della Fabc, la Federazione delle Conferenze episcopali del continente. Un appuntamento che avrebbe dovuto tenersi nel 2020, ma è stato rinviato ad oggi a causa della pandemia. Fino al 30 ottobre 200 delegati, tra cui cardinali, vescovi e laici provenienti da 29 Paesi membri dell’Asia si confronteranno sulle sfide per le Chiese dell’Asia a partire dal versetto evangelico “E per un’altra strada” (Mt. 2,12) che descrive l’esperienza dei magi dopo l’incontro con Gesù nell’Epifania.

E proprio all’immagine di una “nuova Epifania” ha fatto riferimento il card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon e presidente della Fabc, nell’omelia della Messa che questa sera ha aperto l’incontro. “Come questi uomini venuti dall’Oriente 2000 anni fa – ha detto il card. Bo – anche noi oggi abbiamo all’orizzonte una nuova stella, una nuova chiamata, una nuova sfida; vivere nel secolo dell’Asia, nel secolo di Cristo e dell’evangelizzazione in questo continente”. Un compito – ha aggiunto – che può sembrare sproporzionato rispetto ai numeri estremamente piccoli delle Chiese dell’Asia, ma anche alla rilevanza dei problemi che attraversano oggi il continente: dallo sfruttamento ai regimi che erodono le democrazie, dalle sfide tra superpotenze alle migrazioni dei popoli. Il card. Bo ha invitato a guardarle come il “roveto ardente” che Mosé vedeva davanti a sé. E ad accogliere la risposta che Dio diede alle sue paure: “Non temere, io sarò con te”. Solo così – ha aggiunto – sarà possibile accogliere davvero il compito di questo appuntamento “in stile sinodale”, che è appunto quello di “riaffermare, rinnovare e rivitalizzare la Chiesa in Asia”.     

Ai delegati riunti per questa Conferenza generale anche papa Francesco ha voluto inviare un suo videomessaggio nel quale – ricordando il contesto che nel 1970 spinse a dare vita alla Fabc – osserva che allora “i vescovi constatarono che le masse si stavano risvegliando dal fatalismo a una vita degna dell’uomo; anche i giovani si stavano risvegliando, erano idealisti, consapevoli, preoccupati, impazienti e inquieti; le società culturalmente diverse si stavano risvegliando per diventare una vera comunità di popoli. Ciò significava che la Chiesa in Asia era chiamata a essere in modo più autentico la Chiesa dei poveri, la Chiesa dei giovani, e una Chiesa in dialogo con i compagni asiatici di altre confessioni”.

Ed è una sfida che – ha continuato il papa – deve spingere ancora oggi a porsi “la domanda fondamentale: che cosa dice lo Spirito alle Chiese in Asia?”. Con una raccomandazione: “Che i laici assumano il loro battesimo – ha concluso il pontefice – e rispettino la singolarità di ognuna delle Chiese. Perché la Chiesa universale non è la Chiesa uniforme: no, è universale, nel rispetto della particolarità di ogni Chiesa”.

Da domani i primi giorni della Conferenza Generale della FABC saranno dedicati alla comprensione delle realtà emergenti nei diversi Paesi: ciascuno dei 29 Paesi membri è stato invitato a presentare un’esposizione sulla situazione attuale nei propri Paesi, le sfide politiche, sociali, economiche, religiose che la Chiesa cattolica è chiamata ad affrontare in quel contesto.

Dal 17 al 22 ottobre, la Conferenza Generale rifletterà su queste realtà, in dialogo con i recenti documenti del magistero. Il documento guida redatto dalla FABC e le successive consultazioni hanno già messo in evidenza alcuni nodi: la pandemia, la globalizzazione, le sfide socio-economiche e politiche, e le questioni di genere, le popolazioni indigene, gli aneliti dei giovani e la trasformazione della Chiesa.

Il 23 ottobre – nella Giornata missionaria mondiali – i pastori compiranno una “visita virtuale” ad alcune parrocchie nelle diverse aree del continente. Il 26 ottobre invece compiranno un pellegrinaggio ad Ayutthaya in dialogo anche con le altre tradizioni religiose. I lavori si concluderanno il 30 ottobre con la diffusione di un documento finale e un messaggio alle comunità cattoliche dell’Asia. La celebrazione conclusiva sarà presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, inviato da papa Francesco come proprio delegato.

Fonte : Asia