Pyscho, il capolavoro di Hitchcock torna al cinema: come inventò il concetto di spoiler

Questa settimana nelle sale italiane torna Psycho, uno dei più famosi capolavori di Alfred Hitchcock, uscito originariamente nel 1960 e ripresentato al cinema in una nuova versione rimasterizzata in 4K che comprende anche tredici secondi di riprese mai viste prima.

Oggi è letteralmente impossibile dire o scrivere qualcosa su Psycho che non sia già stato detto da qualcun altro, quindi per l’occasione abbiamo scelto di raccontarvi una curiosità che forse non tutti conoscono: quella che rintraccia in Psycho e Hitchcock i genitori del concetto di spoiler.

Oggi, con il proliferare della narrazione seriale sia al cinema che ovviamente in tv, il pubblico è diventato letteralmente ossessionato dalla ‘paura dello spoiler’, la convinzione cioè che venire a scoprire in anticipo il colpo di scena di un film o di una serie ne rovinerà irrimediabilmente la visione. Chiaramente non è così perché la trama di un’opera cinematografica dovrebbe essere solo il pretesto per fare cinema e mettere in scena le immagini, e infatti il concetto di spoiler nasce solo come campagna marketing e lo fa proprio con Psycho: per trasformare il suo film in un vero e proprio ‘evento’, infatti, Hitchcock si inventò uno stratagemma mai utilizzato prima, ovvero precludere l’ingresso nella sala agli spettatori arrivati in ritardo. Nel 1960, chi arrivava nella sala anche solo un minuto dopo lo spegnimento delle luci veniva rispedito in fondo alla fila con un biglietto per la proiezione successiva. In calce all’articolo potete trovare la lettera firmata da Hitchcock con la quale vennero comunicate agli esercenti e agli spettatori le regole da seguire per le proiezioni di Psycho.

Questa mossa fu pensata per preservare il grande spoiler al centro della trama di Psycho, a difesa del quale il regista lottò duramente anche in altri modi: ad esempio, proibì ai protagonisti Janet Leigh e Anthony Perkins di rilasciare interviste prima dell’uscita del film, e addirittura provò con ogni mezzo a sua disposizione a limitare le pubblicazioni del libro Psycho di Robert Blochsul quale è basato il suo film. Un approccio che sicuramente Kevin Feige ha studiato e applicato al XXI secolo.

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Fonte : Everyeye