Stop a discariche e nuove costruzioni, le colline di Fiumicino diventano di “notevole interesse pubblico”

Non si potranno costruire nuove strade e gli edifici già presenti dovranno mantenere la loro caratterizzazione storica. L’installazione di impianti fotovoltaici sarà valutata volta per volta mentre sarà assolutamente vietato realizzare discariche o impianti per il trattamento o lo smaltimento dei rifiuti. La commissione regionale per la tutela del patrimonio culturale del Lazio, dopo le documentazioni fornite dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, ha dichiarato un’area di 5 mila ettari e nord di Fiumicino come area di “notevole interesse pubblico”. Nello specifico, si tratta delle aree collinari dell’Agro romano settentrionale, tra la via Aurelia e la via di Tragliatella, all’interno del territorio del comune di Fiumicino.

Quella che è stata presa dalla commissione regionale è una decisione storica, presa per fermare l’antropizzazione di un territorio che rischia, altrimenti, di perdere un patrimonio naturale e storico di inestimabile valore.

L’area interessata

L’area in questione segue, sul lato ovest, il Fosso Cupino che, dopo un brevissimo tratto, coincide con il confine comunale e include le località Castel Campanile, Castellaccio, Piezza del Prete Le Macchiozze e Sughere Quarticcioli. Sul lato nord, continua a seguire il confine comunale, che curva verso est e coincide in grande parte con il tracciato di via Tragliatella, passando in prossimità dell’omonimo borgo agricolo. Sul lato est, piega verso sud lungo il tracciato di via del Casale di Sant’Angelo, con cui coincide per un lungo tratto, per poi procedere nuovamente verso sud lungo il corso del Rio Maggiore, a ridosso della località di Quarto Tragliata. Sul lato sud, devia verso ovest fino ad arrivare all’incrocio con via del Casale di Sant’Angelo, proseguendo in direzione sud ovest finno alla A12 Roma – Civitavecchia. Procedendo verso nordovest, l’area va a ricongiungersi con il Fosso Cupino

Le caratteristiche dell’area

Come spiegato, si parla di un’area di 5 mila ettari, con un paesaggio formato da un pianoro vulcanico, caratterizzato da rilievi collinari. L’area è attraversata dal Fosso delle Cascate con le sue ramificazioni, mentre il Fosso e il Rio Maggiore, rispettivamente ad ovest e ad est dell’area di vincolo, coincidono con il perimetro di confine. Gli alvei di questi corsi d’acqua scorrono all’interno di fosse profonde 40-50 metri, con versanti fittamente vegetati, che rappresentano un elemento peculiare della morfologia dell’area.

I terreni sono per la gran parte destinati a colture, prevalentemente seminativi e pascoli. Sono poi presenti anche culture di cereali, oliveti, vigneti, frutteti e prati avvicendati per l’alimentazione di bestiame.

Le testimonianze storiche

Ci sono anche tante testimonianze storiche, come due antichi percorsi che fin da epoca preistorica collegano il litorale laziale con il distretto del lago di Bracciano, dove sono presenti resti degli insediamenti a carattere rustico. In località Casale del Castellaccio c’è un complesso archeologico con tanto di necropoli etrusca, con tombe a camera a fossa, una villa rustico proto-imperiale, nonchè un piccolo sepolcreto.

In località Palidoro, c’è un complesso di giacimenti ricchi di fauna fossile, di industria del paleolitico superiore e di ceramica. Sono poi visibili frammenti di murature di una villa romano del I-II secolo a C

Ci sarebbero poi tanti altri esempi di ricchezze di questa zona, come la Torre del Pascolare, il Borgo di Tragliata, che risale all’epoca etrusca e romana e che presenta, ancora i caratteristici “granai ad imbuto”.

La relazione della Soprintendenza

Nella relazione con la quale la Soprintendenza dichiara l’area di “notevole interesse pubblico” si spiega che il vincolo “intende salvaguardare il patrimonio culturale e paesaggistico che la caratterizza, al fine di tutelare un territorio altrimenti destinato a subire la pesante antropizzazione, aspetto già ampiamenti evidente nei contermini territori di Anguillara Sabazia e Roma”. L’attenzione non è solo per l’ambiente inteso come luogo da difendere dall’inquinamento. C’è una grande attenzione anche il paesaggio: “è il caso, ad esempio, delle radicali mutazioni introdotte da opere talvolta foriere di importanti impatti, quali discariche o impianti fotovoltaici a terra areali di grandi dimensioni”, opere che “in relazione al caso specifico e alle peculiarità paesaggistiche sopra analizzate risulterebbero difficilmente riassorbibili, ancor più considerate le condizioni di visibilità e panoramicità che caratterizzano l’area”.

I divieti nell’area

All’interno dell’intera area sarà vietato realizzare ulteriori nuove strade carrabili asfaltate ad alto scorrimento, eliminare le strade interpoderali e i tracciati viari secondari e alterare “i caratteri e le soluzioni costruttive proprie degli alzati esterni e delle coperture dei casali”, edifici che sono “testimonianze rappresentative della storia del territorio e di quella dell’edilizia architettonica rurale dell’Agro Romano, compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione”. Dovranno, pertanto, essere mantenuti gli intonaci e tutte le soluzioni tecniche costruttive proprie dell’edilizia storica locale. Non si potranno rimuovere o distruggere gli antichi fontanili caratteristici del paesaggio rurale o eliminare le tradizionali recinzioni dei fondi e realizzare nuove recinzioni che interferiscano con la continuità visiva del paesaggio.

Stop poi alla realizzazione di discariche, impianti per lo stoccaggio, impianti per il recupero, impianti per il trattamento o lo smaltimento dei rifiuti. Non si potranno installare impianti fotovoltaici, eolici, geotermici, impianti a biomasse-biogas e centrali termiche. Potranno esserci delle eccezioni, solo previa valutazione, in sede di autorizzazione paesaggistica, della compatibilità con la salvaguardia della morfologia dei luoghi, delle visuali, dei punti di vista e dei percorsi panoramici e dei valori riconosciuti nel contesto paesaggistico.

Fonte : Roma Today