Sgomberato il liceo occupato, gli studenti: “Sono arrivati polizia e carabinieri”


È stata interrotta dopo poche ore dalle forze dell’ordine l’occupazione del liceo Argan, iniziata lunedì mattina su iniziativa degli studenti dopo le proteste delle ultime settimane. Nei minuti in cui la gran parte dei ragazzi era in cortile, riunita in presidio, davanti alla sede di via Ferrini sono arrivati poliziotti e carabinieri che sono entrati e hanno sgomberato le aule.

“L’occupazione è scattata intorno alle 8 – conferma Federica, membro del collettivo degli studenti che ha coordinato le proteste insieme con i rappresentanti del collettivo Opposizione Studentesca Alternativa (Osa) – Alcuni studenti, circa due classi, erano già entrati in aula ed è stato loro vietato di uscire per raggiungere il cortile. Abbiamo chiesto un dialogo al preside ma ci è stato rifiutato. Sono state chiamate le forze dell’ordine, e nel giro di poco tempo sono arrivati diversi mezzi di carabinieri, polizia e Digos. Sono entrati e hanno sgomberato l’istituto, hanno mandato via tutti, quindi l’occupazione è stata interrotta”.

“È stata una repressione – riferisce ancora Federica – Ad alcuni studenti è stato detto che non avrebbero potuto lasciare la scuola e che in caso di occupazione sarebbe partita la denuncia, ci hanno intimorito. Alla fine l’istituto è stato sgomberato, sono stati mandati tutti a casa”. La protesta degli studenti, nonostante questo, non si placa. Per martedì mattina è già in programma un presidio di protesta davanti alla sede centrale di piazza dei Decemviri per chiedere ancora una volta al preside di “avere un confronto con noi studenti, cosa che ci è stata negata sia in queste settimane sia in occasione delle proteste dello scorso anno”.

Le prime proteste negli istituti romani risalgono al 28 settembre, giornata dell’aborto libero e sicuro, quando gli studenti dell’Argan, con il sostegno di Osa, avevano organizzato un presidio di fronte alla scuola proprio sul tema dell’aborto, chiamando in causa “l’ascesa della destra reazionaria e anti-abortista di Giorgia Meloni, che ha provocato la reazione di noi studentesse e studenti della periferia romana, già protagonisti di un anno di occupazioni e mobilitazioni contro il governo Draghi”. Il 4 ottobre altro picchetto, incentrato questa volta sulla mancanza di spazi adeguati all’interno dell’istituto: “C’è una disastrosa mancanza di spazi fisici per le lezioni a causa delle troppe iscrizioni – avevano denunciato da Osa – I laboratori sono spesso inagibili perché occupati dalle lezioni, alcune classi verranno mandate in una scuola media per mancanza di aule e in succursale siamo costretti a svolgere le ore di lezione in aula di falegnameria con attrezzi pericolosi intorno”. 

Gli studenti in quell’occasione avevano chiesto alla dirigenza scolastica di poter tenere un’assemblea, ma l’incontro è stato rifiutato e nella mattina del 10 ottobre sono comparsi alle finestre gli striscioni e l’annuncio dell’occupazione: “Vogliamo essere ascoltati: vogliamo investimenti nell’edilizia scolastica e l’abolizione dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, vogliamo la pace e lo stop all’invio delle armi in Ucraina, vogliamo il diritto all’aborto sicuro e gratuito per tutte e politiche serie di contrasto alla crisi ambientale. Dal liceo Argan parte l’opposizione studentesca”. Poi la chiamata alle forze dell’ordine e lo sgombero.

Fonte : Roma Today