Manuel Agnelli al Wired Next Fest Milano 2022: “La rivoluzione non cambia mai le cose come vorremmo noi”

A pochi giorni dall’uscita di Ama il prossimo tuo come te stesso, Manuel Agnelli – uno degli esponenti più influenti della scena alt-rock italiana e fondatore nel 1985 degli Afterhours – racconta la genesi del suo primo disco solista dal palco del Wired Next Fest alla Fabbrica del Vapore di Milano.

È stato un caso che io facessi il primo disco solista. In pandemia mi sono trovato a suonare a casa, con pochissimi strumenti, oggetti di tutti i giorni e non solo; senza scadenza, senza tempo. Ho re-imparato a usare il tempo in maniera molto più larga, anche a buttarlo via e ad annoiarmi. E questa cosa mi ha esaltato“, rivela Agnelli da un una sala Cattedrale gremita.

Sul valore della pandemia come occasione per trovare il tempo di riflettere più in profondità, il musicista spiega:  “Lo è stata per i privilegiati come me. Non tutti hanno avuto le occasioni che avuto io. Ho potuto usare quel tempo per pensare e annoiarmi, e per rendermi conto che stavo vivendo in un vortice malsano. E strano parlarne per me. Ero in un arco produttivo da società consumistica, dove dovevo produrre a scadenza. Per me stesso, nessuno mi obbligava”. 

Il discorso scivola sul tema della libertà e sul percorso che ha portato Manuel Agnelli ha realizzare il primo disco senza gli Afterhours dopo oltre trent’anni di carriera comune: “Discorso molto complicato. Ci sono tanti concetti di libertà. Se hai la possibilità di realizzare i progetti che vuoi realizzare allora sei oggettivamente libero – sottolinea –. Se trovo la possibilità professionale ed economica di fare un disco coi musicisti che voglio io, in uno studio che scelgo io, con tutte le attrezzature e tutto il talento che mi serve, sono libero. Però per raggiungere quel tipo di libertà però ho dovuto lavorare, in modo di poter avere i mezzi per fare quello che voglio. Altrimenti non hai i mezzi per farlo. Scegli di fare quello che puoi, che è una cosa completamente diversa”.

Oggi però la tecnologia permette di creare musica anche con pochi strumenti. La libertà in campo musicale si riduce quindi a una questione socio-economica?. “Discorso difficile. Se io voglio fare disco sinfonico e ho bisogno di un’orchestra, molto difficilmente otterrò gli stessi risultati registrando in casa – risponde Agnelli –. Se parliamo di generi come il rap o il rock, uno può riuscire a fare le cose a casa come ho fatto io. Ma è sempre e comunque una direzione imposta. Che ci sia la possibilità non significa che c’è la libertà. Libertà è fare quello che vuoi, la possibilità è agire con quello che hai”.

Fonte : Wired