Deturpata a Roma la scultura contro il razzismo di Jago

L’opera dell’artista Jago, dal titolo ‘Sono pronto al flagello’, collocata ad agosto sul Ponte degli Angeli a Roma e da subito divenuta meta di attrazione turistica, è stata “deturpata e devastata in maniera davvero importante” tre giorni fa.

A renderlo noto, l’assessora alla sicurezza del I municipio di Roma Giulia Silvia Ghia, che ha spiegato che l’opera è stata rimossa proprio a causa dei danni provocati. “A differenza di altri sfregi subiti in passato (varie dita, una mano e poi un braccio) – ha detto – questa volta la scultura è stata deturpata in maniera da comprometterne la permanenza in un luogo pubblico, poiché la mancanza della parte inferiore delle gambe l’ha resa tagliente e pericolosa anche per coloro che l’avrebbero solo sfiorata”.

“Anche questa volta – ha commentato con amarezza – dobbiamo constatare che siamo costretti a privare la città e coloro che la visitano di un’opera d’arte già entrata nei cuori dei moltissimi che l’hanno potuta ammirare dal vivo. Faremo di tutto per rintracciare gli incivili che hanno commesso lo sfregio, che verranno duramente perseguiti anche grazie alle nuove norme che tutelano i beni culturali”.

Posizionata non a caso nel crocevia tra la Basilica di San Pietro e l’antica prigione di Castel Sant’Angelo, l’opera, nelle intenzioni dell’artista, doveva essere venduta all’asta – con una base da 1,250 milioni di euro – e il ricavato destinato a un’associazione che aiuta i profughi.

“Mi dispiace per Roma”, è stato il commento di Jago, aggiungendo che “comunque il titolo dell’opera era ‘sono pronto al flagello’, quindi sapevo che sarebbe successo”. Jacopo Cardillo, in arte Jago, nato a Frosinone 35 anni fa, è ormai uno scultore di fama: nelle scorse settimane l’artista, scoperto dalla storica dell’arte Maria Teresa Benedetti, è stato protagonista di una prima grande mostra a Palazzo Bonaparte a Roma. A soli 24 anni, selezionato da Vittorio Sgarbi, ha partecipato alla Biennale di Venezia.

Fonte : Roma Today