Politica e aziende, saper gestire i conflitti può diventare un’opportunità

Donald Trump, l’ex presidente che ha spaccato l’opinione pubblica statunitense

La politica e le aziende tra reputazione e polarizzazione: perché saper gestire i conflitti può diventare un’opportunità

La comunicazione politica ha da sempre cercato “il nemico”, ovvero ha cercato di polarizzare le posizioni per rafforzare la propria e indebolire quella degli avversari. Ma non sempre chiamare a raccolta i propri sostenitori contro un nemico paga, soprattutto quando la polarizzazione è fine a se stessa. L’esempio è l’ultima campagna elettorale quando una parte politica ha volutamente costruito tutta la sua strategia “contro” l’avversario, senza ottenere il risultato sperato.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA

Ma la polarizzazione non esiste solo in politica. Con il digitale qualsiasi scelta, posizione, azione che un’azienda, un personaggio, un’Istituzione effettuano divide le audiences, fra favorevoli e contrari, fra estimatori e denigratori. Conoscere e gestire questo fenomeno è diventata un’esigenza primaria. Soprattutto in un momento come questo in cui le crisi possono esplodere anche per un semplice messaggio sbagliato o equivocato. Non attrezzarsi per prevedere e disinnescare i possibili rischi di una polarizzazione non gestita è un grave rischio per aziende e personaggi.

Ma come si può fare? E quali conseguenze comporta? La prima è esclusivamente reputazionale. Non gestire il conflitto mette a rischio la percezione, e cioè il giudizio che le audiences di riferimento hanno o potrebbero avere. Per gestire la polarizzazione serve conoscere a fondo i dati e le audience, servono strategie precise, con l’obiettivo di orientare l’opinione delle persone e rafforzare e curare la reputazione di aziende e personaggi.  

Iscriviti alla newsletter

Fonte : Affari Italiani