Al Wired Next Fest di Milano 2022 Saverio Raimondo: “Le critiche al mio monologo? Malafede o analfabetisimo satirico”

Saverio Raimondo ospite del Wired Next Fest Milano 2022 ha parlato del caso che lo ha recentemente visto protagonista sui social, dove è finito nel mirino delle critiche dopo un suo monologo a Le Iene, in cui faceva satira sul body shaming che ha colpito in passato Emma Marrone e Vanessa Incontrada

“Intanto ci tengo a dire che va visto integralmente – ha replicato subito Raimondo – sui social ne gira un pezzetto e sembra che sia stato montato ad arte il mio intervento togliendo una serie di battute che sono necessarie al senso delle successive quindi questo fa quasi sospettare della malafede ma magari non ce n’era e c’è solo dell’analfabetismo satirico. Quel pezzo basta vederlo ed è inattaccabile“- continua- è un pezzo scolastico e il fatto che si sia appunto creata un certo tipo di reazione in rete è normale cioè parte del lavoro di un comico satirico è provocare. Se provochi, ottieni una reazione: quindi il fatto che sia arrivata una reazione è normale. Lo dico perché ho addirittura ricevuto nei messaggi di solidarietà, ma solidarietà per cosa? Cioè io l’altra sera sono andato ho condotto la mia vita regolarmente e ho anche fatto sesso. Tutto va bene, sto benissimo. Quello che succede online non è reale e resta lì. Temo che sia analfabetismo satirico, la satira usa la comicità e l’ironia per dire qualcosa intendendo il suo contrario, io non ti devo spiegare niente. Se hai fatto banalmente la scuola dell’obbligo hai tutti gli strumenti per capire quello che io sto dicendo”.

Proprio su questo tema, Raimondo ha voluto sottolineare il rapporto che abbiamo oggi con l’utilizzo dei social network: “Stiamo vivendo un po’ la situazione di quando l’uomo ha scoperto il fuoco – ha detto – dalla scoperta del fuoco, alla comprensione del suo utilizzo l’uomo ha impiegato tantissimi anni. Questo è quello che stiamo vivendo con i social e internet. Oggi siamo ancora all’inizio e ci stiamo solo bruciando vivi. Non li sappiamo usare ancora, ma impareremo. Continueremo a farci male? Pazienza, è il prezzo da pagare per il progresso”.

Nel corso del suo intervento, lo stand-up comedian di Radio 2 ha parlato del rapporto tra satira, politica ed elettorato, di cui ha scritto nel suo ultimo “Memorie di un elettore riluttante” in cui sostiene che la migliore legge elettorale è quella in cui il primo a dover essere eletto è il popolo che vota.

Fonte : Wired