Memorial Society, che cos’è l’organizzazione russa che ha vinto il premio nobel per la pace del 2022

Il premio Nobel per la pace 2022 è stato assegnato all’International Memorial Society, organizzazione russa per la difesa dei diritti umani. Sergei Davidis, membro del gruppo e responsabile del programma di sostegno ai prigionieri politici, ha appreso del premio mentre si trovava al Wired Next Fest di Milano, per parlare delle condizioni di vita di 420 prigionieri politici, arrestati per aver contestato le politiche del leader russo Vladimir Putin.

L’International historical educational charitable and human rights society Memorial è un’organizzazione russa non governativa indipendente, fondata nel 1987 da alcuni importanti attivisti per i diritti umani, tra cui il premio Nobel per la pace Andrei Sakharov e la matematica e attivista Svetlana Gannuskina. L’organizzazione si occupa di studiare e raccogliere le prove delle repressioni politiche avvenute durante il regime sovietico e sostenere le persone sottoposte a repressioni politiche nella Russia contemporanea, sotto il regime di Vladimir Putin.

Prima del suo scioglimento forzato come entità legale in Russia, avvenuto nel 2021, consisteva in due entità separate, il Memorial International, il cui scopo era la registrazione dei crimini contro l’umanità commessi nell’Unione Sovietica, in particolare durante l’era staliniana, e il Memorial Human Rights Centre, che si concentrava sulla protezione dei diritti umani e dei prigionieri politici nella Russia contemporanea. Più che un’organizzazione centralizzata, Memorial consisteva in un movimento politico transnazionale, con più di 50 gruppi presenti in Russia e 11 in altri paesi tra cui Kazakistan, Ucraina, Germania, Italia, Belgio e Francia. Sebbene gli obiettivi dei diversi gruppi differisse tra regione e regione, tutti condividono lo stesso scopo nella tutela dei diritti umani, la documentazione delle violazioni avvenute nel passato e nell’educazione delle nuove generazioni alla memoria delle vittime di repressione politica.

Scopi e obiettivi di International Memorial

Al centro dell’azione del Memorial si trovano la promozione dello sviluppo della società civile e dello stato di diritto, al fine di prevenire la possibilità di un ritorno al totalitarismo; la formazione di una coscienza pubblica sulla base dei valori della democrazia e del diritto, superando gli stereotipi totalitari e affermando i diritti degli individui nella pratica politica e nella vita sociale; e infine la ricerca delle verità storiche e la perpetuazione della memoria delle vittime delle repressioni politiche dei regimi totalitari.

La persecuzione di Vladimir Putin

Negli anni ‘90, i ricercatori di Memorial hanno avuto accesso agli archivi centrali dell’Fsb, i servizi segreti russi, con i quali hanno costruito un enorme archivio di testimonianze relative alla collettivizzazione forzata, alle persecuzioni politiche nei gulag e alle epurazioni staliniste. Tuttavia, questo lavoro di ricostruzione storica è entrato in aperto contrasto con i tentativi di Putin di creare un mito nazionale rispetto al regime sovietico e alle politiche staliniane..

Così, nel dicembre 2008, gli uffici di Memorial a San Pietroburgo sono stati oggetto di una retata da parte delle autorità, che hanno confiscato 11 dischi rigidi contenenti i risultati di 20 anni di ricerca. Il raid avvenne con pretesti inventati, relativi al presunto collegamento tra Memorial e un articolo xenofobo apparso sul quotidiano Novy Petersburg. Tuttavia, secondo i membri dell’organizzazione, l’incursione sarebbe stata un atto di ritorsione contro Memorial per aver proiettato a San Pietroburgo il film vietato Rebellion: the Litvinenko case, sull’omicidio dell’ex spia russa Alexander Litivinenko in Gran Bretagna nel 2006. I materiali sequestrati vennero restituiti solo nel 2009, dopo una forte azione internazionale in sostegno di Memorial.

Fonte : Wired