Al Wired Next Fest Seth Godin: “Ognuno può fare la differenza sul clima”

“Se più persone faranno domande ai politici sulle loro azioni, sulle alluvioni, sugli impianti a carbone anziché sui posti di lavoro, le cose inizieranno a cambiare”. Cosi Seth Godin, ospite da remoto al Wired Next Fest 2022, sull’importanza dell’attivismo dal basso per spingere i diversi attori in grado di decidere a prendere a effettuare una svolta più concreta sul clima. Questioni di priorità, quindi, in una fase dove i bisogni tra classi dirigenti, portatori di interessi e cittadini non possono essere diverse: la minaccia del cambiamento climatico, e del ridotto accesso alle risorse, si impone su tutti allo stesso modo.

L’esperto di marketing e imprenditor ha animato nei mesi scorsi un grande progetto collettivo, approdato anche in Italia, lo scorso 13 luglio: il riferimento va a Carbon Almanac, annuario monotematico ma anche lavoro collettivo nel senso più pieno della parola: per realizzarlo si sono impegnate 300 persone a vario titolo compresi ovviamente ricercatori ed esperti del tema. Godin ha lanciato la call per la realizzazione del volume ma come ricorda al Wired Next Fest il suo coinvolgimento nel progetto non ha nulla di economico. L’obiettivo, semmai è di spingere i lettori a creare una consapevolezza condivisa nei rispettivi paesi, anche grazie allo scambio di info e dati presenti nel libro. Insomma, il passaparola potrebbe fare la differenza non solo sul piano culturale.

Proprio come gli almanacchi di un tempo, anche quello dedicato al clima è ricco di spunti ma secondo l’esperto di marketing “una delle chiavi per agire secondo The Carbon Almanac è ridurre la propria impronta carbonica personale. Ognuno di noi può fare la differenza”.

Un  pensiero in continuità con quanto scritto da Godin nel 2021, quando di fatto lanciò la call invitando chiunque volesse a unirsi al team di volontari per dare l’apporto alla creazione collettiva di Carbon Almanac, all’insegna del motto “We are in it together”.

Tuttavia, Godin non sottovaluta nemmeno le responsabilità che si generano altrove. “C’è uno stretto rapporto tra capitalismo e industrialismo che deve essere rotto. Bisogna spostare la fiducia dei mercati dalle industrie ad alto impatto carbonico”.

Fonte : Wired