Wired Next Fest Milano 2022: Fabio Rovazzi dice “Voglio entrare nel cinema in punta di piedi”

Fabio Rovazzi, ospite del Wired Next Fest Milano 2022, ha annunciato che intende continuare a coltivare la sua passione per il cinema, che è già una priorità nella sua carriera. Nato anche grazie a quella piattaforma di democratizzazione dei talenti che è il web, ora vuole approdare sul grande schermo: “Il mio sogno è quello di entrare in questo mondo in punta di piedi, ma senza utilizzare il linguaggio del web. Vedo che tanti provano a farlo e credo sia presuntuoso, se il cinema parla francese devi parlare francese, così come se la televisione parla tedesco, devi parlare tedesco”

Nel corso del suo intervento alla Fabbrica del Vapore di Milano, il cantante che ha già collezionato cinque dischi di platino e e 192 milioni di visualizzazioni su YouTube per successi come Andiamo a comandare, Volare o Senza pensieri, ha ripercorso gli inizi della sua carriera: “Io sono diventato virale per puro caso – ha ammesso – nel senso che ovviamente è una cosa che stavo cercando, ma ovviamente non ci sono regole fisse perché altrimenti tutti saremmo pieni di milioni di visualizzazioni. Ricordo che e scrissi e misi in piedi il mio primo progetto con l’intenzione e il sogno di arrivare a un milione di visualizzazioni, ma se non ricordo male ne facemmo appena 200, poi non so come sia successo tutto. Non so se tutti quelli che diventano personaggi importanti nel web siano persone intelligenti e se meritino effettivamente di stare dove sono, non credo di meritarmelo neanch’io e, infatti, cerco di essere il meno pericoloso possibile“.

Nonostante al cinema sia effettivamente già arrivato nel gennaio 2018 grazie al film campione di incassi Il Vegetale di Gennaro Nunziante di cui è attore protagonista, distribuito nelle sale cinematografiche da The Walt Disney Company Italia, Rovazzi ha spiegato di voler iniziare una nuova avventura sulla pellicola. Magari in regia. Ad aiutarlo la sua formazione “nerd” che da spettatore lo ha portato a iniziare giovanissimo come videomaker: “Il fatto che io sia un grandissimo appassionato di cinema come spettatore non significa che io sia un grande regista – ha spiegato – la mia passione viene da mio papà che era un grande fan della comicità inglese dei film pulp, ma di thriller e horror e cose. L’aver visto “Arancia meccanica” a 10 anni ovviamente mi ha causato dei problemi che oggi vediamo”

Così, dopo aver messo in mano per la prima volta una Reflex, è iniziato il suo percorso artistico nel mondo del visual che prima lo ha portato a dirigere e scrivere in maniera maniacale i videoclip delle sue canzoni, poi a conoscere idoli com Will Smith: “Si è tratta di un’opportunità pazzesca perché bisognava lanciare il suo nuovo film – ha raccontato – dovevamo fare un junket per la promozione e la mia idea è stata quella di fae un extra junket diverso da tutti gli altri, proprio perché si trattava di lui e non di un attore che è un po’ più chiuso”. Da lì il celebre video nella stanza di Will Smith: “Ricordo che in quel periodo TikTok era agli albori – ha spiegato – l’idea era quella di fare un cosa veloce, come si iniziava a vedere lì. Con il mio team di ragazzi buttiamo giù tantissime idee ma vengono tutte rifiutate. A un certo punto penso che l’idea migliore fosse quella di girare nell’hotel in cui alloggiava Will Smith e la facciamo. Volevo che il prodotto finale fosse super amatoriale, cioè proprio brutto, girato male con la prima telecamerina a disposizione. Non mi dimenticherò quando mi chiese: “Ma con cosa giriamo?”, e io gli mostrai una mirrorless grande 10 centimetri”.  

Fonte : Wired