Fallimento Qui! Group: 31 indagati, si va verso il maxi processo

Trentuno indagati, tra cui l’imprenditore Gregorio Fogliani. La Procura di Genova ha concluso le indagini sul fallimento del colosso dei buoni pasto Qui! Gruop, raddoppiando il numero degli indagati, arrivato a quota 31. Si va così verso quello che potrebbe essere un maxi processo con un numero abnorme di parti civili: l’azienda che al momento del crac distribuiva buoni pasto in tutta Italia, al momento del fallimento aveva accumulato un rosso di 400 milioni di euro. 

Il fallimento di Qui! Group, colosso dei buoni pasto

Le indagini avevano avuto inizio nel 2018, quando l’azienda aveva già un debito di centinaia di milioni ed aveva già dichiarato fallimento. Tra i creditori c’erano i dipendenti, ma soprattutto migliaia di ristoranti, bar e supermercati che avevano erogato cibo e prodotti, accettando quei buoni pasto. Fogliani aveva anche ottenuto un appalto della Consip per fornire i ticket ai dipendenti pubblici. L’11 luglio del 2019 è arrivato l’arresto per l’imprenditore, con la pm Patrizia Petruzziello e il nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza che hanno analizzato uno per uno tutti gli organigrammi e le partecipazioni in ognuna delle aziende fallite. Un lavoro durato tre anni che ora porta all’avvio di uno dei più grandi processi del tribunale di Genova, secondo solo a quello sul crollo del ponte Morandi.

Nella galassia di Qui! Group erano finite aziende come Qui! Services, Qui! Financial, Key to Pay, Pay Bay, Welfare Company, Più Buono, Svizzera Eventi Srl, Moody Srl. Tutte collegate ma in alcuni casi non partecipate dagli stessi soggetti. Da qui l’aumento esponenziale degli indagati. I reati contestati a vario titolo variano da bancarotta fraudolenta, riciclaggio, truffa aggravata e autoriciclaggio.

Fogliani indagato insieme alla famiglia

Insieme a Gregorio Fogliani, tra gli indagati figurano anche la moglie, Luciana Calabria, che per un periodo ha ricoperto il ruolo di amministratrice unica di Azzurra 95, considerata la “cassaforte” del gruppo, le figlie dell’imprenditore, Chiara e Serena Fogliani, insieme all’amministratore delegato di Qui!Group, Luigi Ferretto, e al figlio Andrea. Tutti sono ormai indagati a piede libero dopo gli arresti o le misure di custodia cautelare nei loro confronti. Secondo l’impianto accusatorio, la famiglia avrebbe mandato in bancarotta l’azienda sottraendo denaro dalle casse, per poi utilizzarlo per spese personali, come le nozze da favola di una delle figlie o una villa di lusso in Versilia. Accuse sostenute da oltre 200 intercettazioni, già depositate, che dimostrerebbero l’opera di “spolpamento” dell’azienda messa in atto dagli indagati.

Nei prossimi giorni sarà fissata la data dell’udienza preliminare. Tra baristi, ristoratori e commercianti, le parti offese nel processo per il crac di Qui! Group potrebbero essere oltre 20mila.

Fonte : Today