Colombo: attivisti contestano una nuova legge la ‘riabilitazione’ degli oppositori

Il governo vuole istituire un Centro per “tossicodipendenti, ex combattenti e altri gruppi”. Secondo i difensori dei diritti umani la normativa legalizza la tortura e l’incarcerazione dei manifestanti, alcuni in carcere da 50 giorni. Presentata una petizione alla Corte suprema per la violazione dei diritti fondamentali.

Colombo (AsiaNews) – Una legge al vaglio del Parlamento dello Sri Lanka rischia di legalizzare quello che gli attivisti hanno definito “un campo di concentramento” a tutti gli effetti. La normativa in discussione prevede la realizzazione di un Centro di riabilitazione in cui il governo intende mandare i manifestanti dell’Aragalaya (letteralmente, “lotta del popolo”, il movimento di protesta che ha portato alla caduta del presidente Rajapaksa), gli “ex combattenti” e “altri gruppi” di persone.

“La gente dovrebbe fare pressioni affinché i parlamentari non votino a favore di questa legge. Non può essere migliorata, deve essere accantonata”, ha affermato ad AsiaNews l’avvocato Swasthika Arulingam. “Ho letto l’intero disegno di legge: nel Centro di riabilitazione la tortura sarà legale, la disobbedienza alle autorità verrà punita con l’incarcerazione o l’uso della forza, anche la somministrazione di droghe sarà autorizzata e la fuga impedita”.

“Sembra che il nostro Paese stia approvando leggi per placare l’ego ferito della famiglia Rajapaksa”, ha aggiunto il difensore dei diritti umani. “Il governo dice che il centro servirà a riabilitare combattenti e tossicodipendenti ma nel documento si parla di ‘altri gruppi’: ad oggi nessuno, nemmeno il dipartimento che ha redatto il progetto di legge, sa chi rientri in questo altro gruppo”.

Il capo del Consiglio studentesco interuniversitario Wasantha Mudalige, il monaco Siridhamma Thera, e l’attivista Heshan Jeevantha sono stati arrestati ai sensi della legge antiterrorismo 50 giorni fa. I legali sostengono che la vita di tutti e tre sia in pericolo, nonostante i sindacati e le organizzazioni civili da mesi si stiano battendo per la loro scarcerazione.

Swasthika Arulingam invita a continuare a protestare: “Abbiamo eletto 225 persone al potere. Chiamateli, incontrateli, parlate con loro e chiedete se avete dato loro l’autorizzazione di creare campi di tortura in Sri Lanka. Andate in strada a manifestare come abbiamo fatto negli ultimi mesi durante la crisi economica”. 

Nel frattempo l’ex commissario della Commissione per i diritti umani dello Sri Lanka, Ambika Satkunathan, ha presentato una petizione alla Corte suprema, sottolineando che le disposizioni del disegno di legge sono incompatibili con i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Il firmatario sostiene che le categorie di persone per le quali verrà istituito il centro non siano state definite in modo corretto e mette in dubbio il tipo di riabilitazione a cui dovrebbero andare incontro categorie così diverse di persone. “Il disegno di legge”, ha detto Sathkunathan, “utilizza classificazioni vaghe e arbitrarie, che possono portare alla detenzione dei manifestanti e alla militarizzazione del centro”.

Fonte : Asia