Verso lo stadio Olimpico, quando il traffico della capitale è Far West

AGI – Il Lungotevere è un fiume di auto ferme. Ogni metro in più è una conquista tra clacson e smog.

Ma intanto l’orologio corre e segna 60 minuti per percorrere appena cinque chilometri. La tangenziale è bloccata. File interminabili su Cassia, Flaminia e Salaria (per chi arriva dal Gra).

Prati e quartiere Vittoria sono fagocitati dalle vetture. Il parcheggio selvaggio assedia Ponte Milvio, palazzi e uffici. Utilitarie e Suv incastrati ovunque: in curva, sui marciapiedi, in tripla fila.

Il pellegrinaggio delle auto verso lo stadio Olimpico si somma al traffico della Capitale – tornato a livelli pre Covid appesantito da cantieri e cambi di viabilità – e paralizza interi quartieri. Una città nel caos.

Tuttavia, mentre si fa a sportellate sulle strade nei giorni della partita (e non solo) c’è una stazione ferroviaria fantasma, a soli 500 metri dall’ingresso della curva Nord, costata 15 miliardi di lire (quattro anni di lavoro) utilizzata solo per otto giorni nei Mondiali del 1990.

La Stazione Farneto è abbandonata da 32 anni ma non sembra rientrare nei piani della Regione e del Campidoglio. La partita di ieri della Roma (persa in Europa League contro il Betis) non e’ un campanello di allarme sul fronte della viabilità. È solo un assaggio. La normalità.

Con l’agenda ricca di eventi sportivi (Roma e Lazio impegnate nel campionato, in Europa e in Coppa Italia) torna in primo piano il problema degli accessi allo stadio. Per la carenza di mezzi pubblici – manca la metropolitana – gran parte dei 60mila tifosi sugli spalti arriva in auto.

Ed è Far West. “L’Olimpico è isolato – sottolinea all’AGI, Amedeo Trolese responsabile mobilità di Legambiente Lazio -. Una volta c’erano i bus dedicati che portavano la domenica mattina i tifosi allo stadio. Ma ora si gioca praticamente ogni tre giorni. Manca un trasporto pubblico all’altezza eppure una soluzione, temporanea ci sarebbe. Ovvero ripristinare la fermata della stazione Farneto. La situazione è allucinante. Non è che non ci siano soluzioni, bisogna praticarle”.

Ma in attesa di una (improbabile) bacchetta magica la ricetta è il “fai da te”. “L’Enea che ha la sede centrale che ‘guarda’ l’Olimpico, quando ci sono le partite infrasettimanali – racconta Trolese – permette ai dipendenti di uscire prima perché il rischio è di rimanere chiusi in ufficio a causa delle macchine che bloccano tutto”.

In questo contesto il rappresentante di Legambiente giudica favorevolmente il progetto presentato dai Friedkin per il nuovo stadio a Pietralata.

“Prevede solo 4mila posti auto perché dovrebbe essere raggiunto per la maggior parte con i mezzi pubblici”, spiega.

Ma il traguardo per la conclusione dei lavori – se tutto dovesse andare in porto (è stato presentato lo studio di fattibilità) è fissato al 2027. Nel mezzo ci sono interi quartieri sempre più ostaggio del traffico e residenti che protestano.

“La viabilità durante le partite allo stadio Olimpico è una giungla, soprattutto all’uscita” conferma Cristina Massari, consigliera Pd del Municipio XV e abbonata all’As Roma.

“Nei mesi scorsi ho presentato una proposta per includere nel tagliando di ingresso anche un biglietto gratuito per il trasporto pubblico”. Un modello per promuovere la mobilita’ sostenibile come avviene nel nord Europa.

“L’interessamento c’è stato ma ad ora il progetto è fermo”, ha chiarito la consigliera di municipio. Intanto, sempre la squadra di José Mourinho tornerà sul prato dell’Olimpico domenica contro il Lecce.

Un match tutto da giocare. Fuori dall’impianto sportivo, prima e dopo il fischio dell’arbitro la città gioca un’altra partita. Quella contro il traffico. E il verdetto è sempre lo stesso: sconfitta a tavolino. 

Fonte : Agi