Artisti di strada, caos regole: il Comune lavora ad un nuovo regolamento

Un nuovo regolamento, possibilmente più snello dell’attuale, per garantire l’esercizio dell’arte di strada. E’ questa la richiesta che arriva da chi, per passione e per lavoro, esibisce nelle vie dalla capitale il proprio talento.

Un regolamento da riscrivere

Attualmente a Roma esiste un regolamento che è frutto d’una delibera del 2012. Partorito dall’amministrazione di Gianni Alemanno, è fortemente contestato dai diretti interessati. Infatti, come hanno segnalato gli esponenti della Federazione nazionale artisti di strada in un’apposita commissione cultura, “ha prodotto il far west”. Quel regolamento, soprattutto, è stato scritto seguendo un approccio “penalizzante” e “repressivo” per gli artisti di strada, che al contrario chiedono di avere come interlocutore “non la polizia locale, ma l’assessorato comunale alla cultura”. E questo perché , è stato sottolineato in commissione “noi non siamo un problema di ordine pubblico, siamo artisti”.

Una definizione dell’arte di strada

La ricerca di un nuovo regolamento, però, passa inevitabilmente anche per “la corretta definizione del perimetro entro cui circoscrivere l’attività degli artisti di strada” ha sottolineato la consigliera di Fratelli d’Italia Francesca Barbato, perché “identificando meglio qual è l’artista di strada, diventa più semplice poi riservare gli spazi, accendere i riflettori e dare più valore a qualcosa che di fatto è arte, rispetto a ciò che in effetti non lo è”. Ed allora occorre chiarire cos’è l’arte di strada. Per Giuseppe Boron, il presidente della FNAS “è l’utilizzo artistico dello spazio pubblico da parte di un cittadino all’interno di regole condivise”.

Quindi il nodo diventano le regole che ogni comune decide di darsi e che, secondo i diretti interessati, non dovrebbero essere come quelle attuate a Firenze, dove si assegna agli artisti uno spazio per due anni, con il risultato che chi abita in una data zona, vedrà per due anni sempre gli stessi spettacoli – ha sottolineato Boron – cosa che ha una scarsa utilità nei confronti della cittadinanza”. Si tratta in effetti di trovare una quadra tra le esigenze degli artisti e quelle dei residenti del centro, i cui comitati sono già stati ascoltati in commissione cultura.

Un regolamento condiviso per superare il far west

Come procedere quindi?  “Immaginiamo un nuovo regolamento condiviso, sì da permettere l’espressione dell’arte di strada con regole chiare e semplici, nel rispetto di tutti gli interlocutori – ha commentato Erica Battaglia, a margine della commissione che presiede –  L’obiettivo politico è evitare il caos di questi anni, garantendo diritto all’espressione artistica per una città che ha bisogno di tornare a splendere ed equilibrio degli interventi per una Capitale che ha problematiche complesse”. 

La garanzia di questo diritto all’espressione artistica, quindi, passa per il confronto con i diretti interessati, la polizia locale, i residenti e gli esercenti. Prima di varare la nuova delibera, che ha l’obiettivo di superare il regolamento del 2012, occorre intraprendere un percorso di ascolto e di sintesi. Per evitare l’attuale “far west” che, per stessa ammissione degli artisti, crea anche “ansia e confusione” e che, quindi, spinge molti di loro a rinunciare ad esibire le proprie doti tra le strade del centro. 
 

Fonte : Roma Today