Fumo passivo, possibili danni anche con breve esposizione. Lo studio italiano

Lo studio nel dettaglio

Ex-fumatori, uno stile di vita sano riduce il rischio di mortalità

Per compiere lo studio, il team di ricerca coordinato da Mario Rende, ordinario di Anatomia umana, clinica e forense, e Marco dell’Omo, associato di Medicina del lavoro, ha studiato gli effetti del fumo passivo su un gruppo di volontari non fumatori esposti per un’ora al fumo di alcune sigarette commerciali fatte bruciare in un normale posacenere.
Come spiegato sul sito dell’ateneo, “è stato così rilevato come, anche una “brevissima esposizione” al fumo passivo, sia capace di determinare un rapido cambiamento quantitativo di una proteina presente nel sangue e legata a meccanismi infiammatori, il recettore p75NTR legante una serie di neurotrofine”. Effetto che aumenta se i soggetti esposti sono dei neonati e dei bambini.

Nuovo metodo per rilevare esposizione fumo passivo

Dallo studio è inoltre emerso un nuovo potenziale metodo per rilevare l’esposizione al fumo passivo, attualmente identificata tramite un esame delle urine in cui viene valutata la concentrazione dei prodotti del metabolismo della nicotina. Secondo i ricercatori, basterebbe un prelievo di sangue e la misurazione del recettore p75NTR.

Fonte : Sky Tg24