Droga un ragazzo di 16 anni, poi lo violenta: gli abusi ripresi con il telefonino: 43enne a processo

6 Ottobre 2022

Così è finito a processo un 43enne accusato di aver obbligato un 16enne ad un rapporto orale in cambio della droga.

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Lo ha drogato con ketamina, poi stuprato, mentre riprendeva la scena con il telefonino: questo è quanto accaduto ad un ragazzo di appena 16 che ha raccontato la vicenda a sua madre, la quale, a sua volta, ha sporto denuncia. Ad abusare del 16enne un uomo di 43 anni, oggi a processo con l’accusa di violenza sessuale aggravata e detenzione ai fini di spaccio. La vicenda risalirebbe al giugno del 2019 quando, dopo aver offerto le sostanze stupefacenti al ragazzo, consumatore abituale di sostanze dall’età di 11 anni, lo ha costretto ad un rapporto sessuale orale in cambio di droga.

La vicenda

I fatti sono accaduti il 25 giugno del 2019. Il 16enne, già affetto da disturbi dell’umore, si trovava nella sua stanza. Ha chiesto alla madre di uscire per raggiungere un amico a casa sua, in zona San Lorenzo, per fumarsi una canna. La madre ha provato ad opporsi, ma poi il figlio ha avuto la meglio. Unica premura, non rientrare tardi. Il 16enne, però, non rincasa fino alle 4.30. Quando è rientrato, il giovane ha lo sguardo perso nel vuoto, senza maglietta. “Ho pensato di sgridarlo, ma non mi ascoltava e mi ha detto una sola cosa: “La vita fa schifo, sto male“. Poi gli ho chiesto se avesse assunto sostante – ha ricordato la madre di fronte al giudice di Piazzale Clodio – Mi ha risposto vaneggiando“.

Il ragazzo ha poi ripercorso la sua serata: era andato dal suo amico per fumare una canna, poi mentre stava rientrando, tra il mercato Rionale Esquilino e Piazza Vittorio Veneto, ha incontrato un uomo che non conosceva che gli ha offerto la sostanza. Secondo quanto riporta il ragazzo, l’uomo gli avrebbe detto che si trattava di cocaina, ma in realtà era ketamina. Poi lo ha convinto a seguirlo nel suo appartamento, lo ha lasciato ad attendere nell’androne del palazzo mentre andava a prendere altre sostanze. Una volta ritornato, però, gli avrebbe chiesto un rapporto orale in cambio della droga. Nonostante si trovassero in strada, non c’è nessuno in giro e il 16enne non è riuscito ad opporsi. “Quella notte mio figlio è stato portato all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, dove è stato ricoverato nel reparto di degenza protetta: era già seguito dai servizi sociali del comune e dalla Asl per il suo stato di salute, ma dopo quanto accaduto è stato trasferito al CEIS”, ha continuato la mamma del 16enne.

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Il rientro a casa

Una volta rientrato a casa il ragazzo ha raccontato quanto accaduto e consegnato il proprio telefonino allo zio: è lui che per primo va a sporgere denuncia al commissariato Esquilino, portando con sé il telefono. Nel dispositivo è stato rinvenuto il video degli abusi: il 16enne compare a torso nudo e in stato confusionale mentre l’uomo gli mostra i genitali. Nel telefonino del ragazzo, però, è presente anche il numero telefonico del 43enne e tramite whatsapp è stato possibile risalire all’aspetto del molestatore.

La difesa

Secondo quanto sostiene la difesa del 43enne, però, le tesi portate dai genitori del 16enne non sarebbero attendibili: “Secondo le dichiarazioni dei familiari , il ragazzo avrebbe assunto cocaina prima dell’incontro con l’imputato, ha subito un TSO due mesi prima dei fatti, ma non ci sono testimoni che possano confermare l’accaduto – ha dichiarato il legale Massimo Titi – Nel video, infine, il ragazzo sembra spogliarsi in autonomia, senza abusi o minacce: il presunto abuso sessuale sembra così un’invenzione”.

Termini e San Lorenzo le aree più a rischio

Il quartiere in cui è avvenuta la presunta violenza, ormai tre anni fa, è uno fra quelli considerati più a rischio nella capitale: a dichiararlo l’assessora alle Attività produttive e alle pari opportunità del Comune di Roma Monica Lucarelli che proprio nel corso del tavolo della prefettura organizzato nella giornata di ieri, mercoledì 5 ottobre, ha annunciato che saranno stanziati 9 milioni di euro per lampioni e telecamere ad illuminare e a registrare ciò che accade lungo le strade di Roma.

La banda dei 18

Quelle prese in considerazione dall’assessora, però, non sono le uniche zone a rischio: alcuni territori della capitale, anche quelli che sembrano più tranquilli, possono rivelarsi molto pericolosi. Negli ultimi giorni, ad esempio, durante l’inchiesta aperta per un pestaggio ai danni di un 17enne con disabilità, è emersa la presenza di una banda di ragazzini appena adolescenti che organizzano risse e, in alcuni casi, vere e proprie spedizioni punitive. È il gruppo dei 18, una delle bande che ha anche organizzato la maxi rissa al Pincio: loro si muovono nella zona di Garbatella e Eur. Quasi tutti minorenni, condividono le loro “prodezze” sui social media, insieme alle foto di gruppo e video su armi e soldi.

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Fonte : Fanpage