Giunta Gualtieri, sempre più forti le voci sul rimpasto: ecco chi rischia

Le voci continuano a rincorrersi: Roberto Gualtieri cambierà la giunta, sostituendo quegli assessori che dopo un anno di amministrazione sono risultati più “deboli” o che, per motivi di equilibrio e opportunità, dovranno cedere il passo. Dal Campidoglio registriamo le smentite, ma questo non ferma i “rumors”, che vanno a puntare soprattutto due nomi nello specifico: Barbara Funari e Monica Lucarelli.

Funari e Lucarelli le più in bilico 

Non piacerà alle dirette interessate – e dal Sindaco sarebbero arrivate anche rassicurazioni negli ultimi giorni, da quel che è stato possibile raccogliere da RomaToday – ma per qualcuno ci sarebbero dei motivi precisi che spingerebbero al “turnover”. L’assessora Funari, esponente della Comunità di Sant’Egidio e a capo del sociale in Campidoglio, viene considerata troppo morbida nel suo approccio alle questioni principali: dai rom al consumo del budget a disposizione (“fa fatica a spendere quello che dovrebbe” sussurrano dagli ambienti del sociale extra Campidoglio), per qualcuno si potrebbe fare di più e più incisivamente. E poi c’è il portone della regione che potrebbe aprirsi a breve, una volta che si dovesse chiudere la porta del comune, con Demos che avrebbe necessità di un nome “forte” che raccolga preferenze nel Lazio, dopo aver appena vinto la sfida nazionale con il seggio ottenuto da Paolo Ciani alla Camera.

Monica Lucarelli, come Funari una dei tecnici scelti da Gualtieri a novembre scorso, secondo le voci ricorrenti condividerebbe lo stesso “peccato” della collega. A lei è toccato occuparsi di commercio – oltre che di pari opportunità – e la gestione della questione dehors e osp Covid ha fatto storcere il naso a molti. In primavera l’assessora aveva firmato una delibera che sanciva la cancellazione dell’occupazione di suolo pubblico straordinaria di bar e ristoranti, concepita dopo il picco dell’emergenza sanitaria per aiutare i ristoratori a riprendersi economicamente. Una norma nazionale arrivata a maggio 2022 l’ha fatta finire in un cassetto costringendo l’assessorato al dietrofront.

Chi sono i possibili “rimpiazzi”

Nella platea di candidati a prendere il posto delle due uscenti c’è senza dubbio Patrizia Prestipino. Una carriera politica iniziata nell’ex XII municipio, oggi IX, proseguita come assessora alle politiche giovanili, sport e turismo nella fu Provincia guidata da Nicola Zingaretti, arrivata poi in Parlamento come deputata nel 2018. A Ferragosto ha scoperto di essere stata candidata in un collegio uninominale difficile (includeva Ostia e Pomezia) senza un reale paracadute (quarta in un listino plurinominale senza alcuna possibilità di subentro) e il risultato del Pd ha fatto il resto, tenendola fuori dal prossimo Montecitorio. Pressioni ufficiali lei non ne sta facendo, come ha dichiarato anche ai nostri microfoni.

“Gualtieri mi è stato vicino in questa campagna elettorale e lo ringrazio. Penso che abbia la sua giunta con la quale sta lavorando bene” (Patrizia Prestipino intervistata da RomaToday)

In lista anche Monica Cirinnà, senatrice uscente – e uscita ufficialmente – che a differenza di Prestipino non aveva nemmeno una candidatura in un collegio plurinominale come alternativa all’uninominale difficile da vincere. Le sue accuse alla direzione nazionale del partito hanno fatto discutere molto, inizialmente aveva rinunciato alla candidatura per poi tornare a fare campagna elettorale “con gli occhi della tigre”, come chiesto dal segretario Enrico Letta. La sua più che decennale lotta per i diritti civili e per quelli degli animali potrebbero avere un peso nelle valutazioni di Gualtieri. 

Operazione rimpasto in Campidoglio, i nomi più a rischio nella giunta Gualtieri

Conferme su un terzo nome

A rendere più voluminosa la pila di curricula sulla scrivania del Sindaco e del suo capo di gabinetto Stancanelli potrebbe esserci anche il nome di un’altra donna (due donne fuori, due dentro) ovvero Marta Leonori. Consigliera regionale, assessora al commercio ai tempi di Ignazio Marino da luglio 2013 a ottobre 2015, occasione nella quale si dimise da parlamentare, carica assunta poco prima di essere stata chiamata dall’ex dem. Qualcuno sostiene che possa entrare nello staff di Roberto Gualtieri come vice capo gabinetto, ma sembra davvero poco probabile. Il suo profilo coincide con le deleghe attualmente in capo a Monica Lucarelli. Inoltre, da quanto è stato possibile raccogliere da RomaToday, le associazioni di categoria sarebbero ben liete di riavere come interlocutrice in Campidoglio l’attuale consigliera regionale Pd. 

In ogni caso, come detto, da Palazzo Senatorio le dirette interessate vengono rassicurate. Ci sono però dinamiche che vanno oltre tutto (anche oltre le promesse) e quello che vale oggi tra due mesi potrebbe non avere più alcun significato. Dopo un anno dall’insediamento le valutazioni sono state fatte e Gualtieri potrebbe decidere di unire necessità a virtù. 

Fonte : Roma Today