Milan-Juventus, perché per i bianconeri (e Allegri) è già decisiva

Ci sono partite, nel corso di una stagione, che possono valere più di altre. Quella di sabato prossimo sul campo del Milan, per la Juventus, è una di quelle. Sì, perché i bianconeri, autori di un inizio di stagione tutt’altro che esaltante, saranno chiamati a confermare quanto di buono fatto vedere contro Bologna e Maccabi Haifa, partite nelle quali sono arrivate due importanti vittorie. Una sorta di spartiacque, malgrado il calendario dica che siamo soltanto ad ottobre: per la formazione di Massimiliano Allegri, uscire con una sconfitta da San Siro equivarrebbe, probabilmente, a dire già addio alle speranze scudetto.

Classifica e morale, ecco perché perdere a San Siro potrebbe compromettere la stagione 

E d’altra parte la classifica parla chiaro: dopo appena otto giornate la Juventus ha già accumulato un distacco di sette punti dalla vetta della classifica, al momento occupata dalla granitica Atalanta di Gasperini e dallo straripante Napoli di Spalletti. Un divario non irrecuperabile dato che la stagione è soltanto ai suoi albori, ma già pesante e che, in caso di scivolone al Meazza, si farebbe probabilmente ancor più ampio.

C’è poi un aspetto psicologico di cui tener conto. Perdere con il Milan, per i bianconeri, significherebbe spegnere subito quell’accenno di entusiasmo ritrovato con le vittorie con Bologna e Maccabi Haifa facendo riemergere i fantasmi delle prime settimane del torneo. Il rischio, in casa juventina, sarebbe quello di non sentirsi all’altezza delle big, ridimensionando speranze ed obiettivi per il resto della stagione. Anche perché i rossoneri, al big match di sabato, si presenteranno in piena emergenza, con Pioli costretto a fare i conti con una lunga lista di indisponibili. E se anche un Milan fortemente rimaneggiato dovesse rivelarsi più solido e concreto di questa Juventus, ecco che il cielo bianconero tornerebbe ad essere solcato da punti interrogativi. Punti interrogativi che, soprattutto, comparirebbero nuovamente sopra la testa di Massimiliano Allegri, con le ultime due vittorie che, al momento, hanno messo soltanto una toppa su quella che rimane una traballante posizione.

Fonte : Today