Più illuminazione e videocamere: così Roma risponde all’impennata di violenze sessuali

La zona intorno alla stazione Termini, le fermate delle metro, le aree mercatali buie la sera e San Lorenzo: sono le zone che, da una prima mappatura della città, risultano come meno sicure soprattutto per le donne. Il dato è stato condiviso nel corso del tavolo tecnico organizzato in prefettura con i rappresentanti di forze dell’ordine e Campidoglio, convocato proprio in seguito ai numerosi casi di violenza sessuale registrati nella Capitale negli ultimi giorni.

“Abbiamo chiesto di capire quali sono le aree meno sicure e quelle più colpite dalle violenze – ha detto a margine dell’incontro l’assessora alle Pari Opportunità di Roma Capitale, Monica Lucarelli – I dati non sono preoccupanti in generale, anche se poi, ovviamente, basta un caso solo per esserlo, da cittadina, da donna e mamma. Abbiamo chiesto di fare una valutazione delle zone più specifica, che arriverà la prossima settimana”. Le proposte di intervento presentate nel corso del tavolo tecnico partono dalla mappatura delle aree ritenute maggiormente rischiose e arrivano sino al potenziamento e al maggiore coinvolgimento della rete di associazioni che si occupa della presa in carico delle vittime. Nel mezzo, installazione di nuove videocamere di sorveglianza e di miglioramento degli impianti di illuminazione (nelle zone individuate come maggiormente a rischio tramite mappatura) e un aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine.

“Abbiano trovato uno stanziamento di 9 milioni per il 2022 e il 2023 per rafforzare la rete della video sorveglianza – ha confermato Lucarelli – E ci sarà maggiore attenzione per andare a illuminare le zone più buie. Abbiamo avuto un report da parte di Acea sui consumi, in cui si prevede che l’illuminazione pubblica ha un impatto abbastanza ridotto sui consumi. Come ho già avuto modo di dire non si può spegnere Roma. Una città più illuminata è una città più sicura. Gli investimenti riguarderanno poi la messa in rete della video sorveglianza con l’aumento di metodi tecnologici per la qualità delle immagini. Lavoreremo anche per integrare la video sorveglianza dei privati”.

Tre stupri in un giorno a Roma, sale l’allarme

La richiesta di un tavolo specifico era stata rivolta al prefetto Matteo Piantedosi dal Comune e dai rappresentanti delle forze dell’ordine cittadine già lunedì, con l’obiettivo di mettere a punto un piano di interventi in grado di abbracciare l’intera portata di questa preoccupante impennata di casi di violenza. Nei giorni scorsi sono stati diversi i presidi e le manifestazioni organizzati da associazioni e comitati di quartiere per chiedere maggiore sicurezza, soprattutto dopo sabato, giornata in cui sono stati denunciati tre casi di violenza sessuale avvenuti in poche ore in diverse zone della città.

A San Basilio una giovane donna è fuggita dall’appartamento che condivideva con il compagno e con la famiglia di lui, la madre e il fratello, dopo essere stata aggredita al suo rifiuto di avere un rapporto a tre proprio con il compagno e il fratello. Sempre sabato, all’alba, uno studente di 22 anni è stato soccorso in zona San Lorenzo in stato di choc e con diverse ferite al volto: ai poliziotti intervenuti il ragazzo ha riferito di essere stato prima rapinato da tre sconosciuti e poi violentato da uno di loro in una zona isolata a poca distanza dal bancomat cui lo avevano accompagnato. E poi il caso della Garbatella, dove una donna di 44 anni che aveva trascorso la serata in un ristorante è stata assalita da un uomo che l’ha seguita sino alla macchina, l’ha presa a pugni e l’ha scaraventata nell’abitacolo per poi aggredirla sessualmente.

Proprio alla Garbatella lunedì il collettivo Una volta per tutte ha organizzato, lunedì sera, un presidio in piazza Biffi per chiedere che vengano adottati provvedimenti per garantire la sicurezza delle donne in città. 

Fonte : Roma Today