La Regione ha approvato il piano di risanamento della qualità dell’aria

L’aria a Roma e nella Valle del Sacco migliora ma in alcune zone si superano ancora i limiti di pm10 e di biossido di azoto. È quanto è emerso durante il dibattito in consiglio regionale per l’approvazione dell’aggiornamento del piano di risanamento della qualità dell’aria (Prqa). Si tratta di un percorso, messo nero su bianco, con il quale la Pisana cercherà di centrare, entro il 2025, gli impegni europei sulla qualità dell’aria e, contestualmente, superare le due procedure di infrazione europee attualmente in essere.

Ad illustrare in aula i contenuti principali del piano è stata l’assessora alla transizione ecologica e alla trasformazione digitale della Regione Lazio, Roberta Lombardi. “Il piano rappresenta un modello di pianificazione per vincere le sfide sulla qualità dell’aria – ha detto la Lombardi – abbiamo dovuto prestare molta attenzione all’aggiornamento sullo stato della qualità dell’aria della regione. Non basterà, però, adottare questo aggiornamento. Sarà fondamentale la fase di attuazione, la partecipazione al piano e la sua implementazione”. Uno degli aspetti più importanti riguarda l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini laziali, chiamati a cambiare atteggiamento nei confronti dei consumi energetici e della mobilità.

Roma e Valle del Sacco

Durante il suo intervento, Roberta Lombardi si è soffermata su due aree molto critiche della regione, ovvero quella di Roma e quella della Valle del Sacco, quest’ultima da troppo tempo ormai alle prese con problemi di inquinamento di ogni genere. Nel 2014, 2015 e nel 2020 sono state aperte delle procedure di infrazione per il superamento sistematico e continuativo dei livelli di inquinamento, in particolare di pm10 e biossido di azoto, proprio in queste due zone del Lazio. Fortunatamente, nel corso degli ultimi anni le concentrazioni di pm10 sono diminuiti. “Nella Valle del Sacco i valori sono sopra il limite normativo in due stazioni – ha precisato la Lombardi – a Roma il biossido di azoto supera il limite ma è in miglioramento. Per questo dobbiamo prevedere, anche nei prossimi anni, misure efficaci contro l’inquinamento”. Un obiettivo fondamentale per tutelare la salute dei cittadini ed il loro portafoglio, visto che, a causa dei livelli di inquinamento troppo alti, si continuano a pagare “ingenti sanzioni amministrative”.

I settori interessati dal piano

Il piano si focalizza su tre settori fondamentali: la mobilità sostenibile ed il trasporto pubblico e privato; l’economia circolare e l’energia; l’agricoltura e la zootecnica. Nell’ambito dei finanziamenti europei, sono previsti circa 210 milioni di euro, 90 per la mobilità, altrettanti per l’economia circolare e 30 per l’agricoltura. Questi fondi saranno integrati da finanziamenti che la Regione ha già stanziato, pari a 4 milioni di euro. 2 milioni di euro andranno ai comuni che, ad oggi, presentano maggiori criticità sul tema delle infrastrutture per la mobilità ciclopedonale e non solo. Un milione di euro per le zone della Valle del Sacco e di Roma per la sostituzione di veicoli inquinanti. 500 mila euro invece per il rinnovo del parco macchine nella provincia di Frosinone ed un altro mezzo milione di euro verrà utilizzato per le campagne di informazione e sensibilizzazione.

Nella pratica, il piano prevede 42 azioni per il raggiungimento degli obiettivi, con un costante monitoraggio per verificarne l’attuazione. 16 azioni per la mobilità sostenibile, 17 per l’economia circolare, 6 per l’agricoltura e altre 3 azioni generiche. “La Regione Lazio è in prima linea per la difesa dell’ambiente – dichiara, in una nota, il presidente del consiglio regionale, Marco Vincenzi – con l’aggiornamento del piano di risanamento della qualità dell’aria andiamo a incidere su un settore che ha bisogno di attenzione diretta e immediata. Il piano si pone obiettivi strategici, per evitare e ridurre gli effetti dell’inquinamento sulla salute e sull’ambiente che ci circonda”.

Fonte : Roma Today