Quale tipo di cereali aumenta il rischio di malattie cardiovascolari

Tutte le linee guida sulla prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari raccomandano una dieta che enfatizzi l’assunzione di verdure, frutta, legumi, pesce e cereali integrali. Anche il Piatto di Harvard – o Piatto del Mangiar Sano, creato dagli esperti di nutrizione della Harvard TH Chan School of Public Health e dagli editori della Harvard Health – che con un’immagine illustra la composizione di un piatto equilibrato e completo, riporta i cereali integrali piuttosto che quelli raffinati. Ma c’è davvero così tanta differenza tra i due tipi? Mangiare cereali integrali piuttosto che cereali raffinati ci protegge realmente dalle malattie cardiovascolari? Studi epidemiologici ci dicono di sì.

Un’ulteriore conferma arriva da una nuova ricerca, condotta dal Centro di ricerca cardiovascolare di Isfahan e dall’Istituto di ricerca cardiovascolare dell’Università di Scienze mediche di Isfahan (Iran), che ha indagato l’associazione tra diversi tipi di assunzione di cereali e la malattia coronarica prematura. I ricercatori hanno scoperto che un maggior consumo di grano raffinato aumenta il rischio di malattia coronarica prematura, mentre mangiare più cereali integrali riduce il rischio. I risultati dello studio saranno presentati durante l’American College of Cardiology Middle East 2022 in collaborazione con il 13° Congresso della Emirates Cardiac Society, che si terrà a Dubai dal 7 al 9 ottobre 2022.

Cos’è la malattia coronarica prematura

La malattia coronarica prematura (PCAD) è un restringimento (stenosi) delle arterie coronarie (vasi sanguigni che portano il sangue al muscolo cardiaco) e all’indurimento delle sue pareti, che si verifica nei maschi sotto i 55 anni o nelle femmine sotto i 65. All’esordio è spesso asintomatica, ma può evolvere causando un progressivo restringimento del vaso sanguigno fino a bloccare completamente l’afflusso di sangue al muscolo cardiaco, provocando dolore toracico (angina) e/o infarto. I principali fattori di rischio per il PCAD sono il fumo, il colesterolo alto, la pressione alta e il diabete.

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Lo studio

I ricercatori hanno reclutato 2099 persone (donne di età ≤ 70 e uomini di età ≤ 60) con PCAD, da ospedali di più città dell’Iran e di diverse etnie, che sono state sottoposte ad angiografia coronarica. L’esame consiste nell’iniettare nei vasi sanguigni che irrorano il cuore (arterie coronarie) un mezzo di contrasto, in modo da renderli visibili all’esame radiografico, e rilevare eventuali placche che ostruiscono il flusso sanguigno. Del campione totale dello studio, 1168 pazienti con arterie coronarie normali sono stati inclusi nel gruppo di controllo, mentre 1369 pazienti con CAD – con ostruzione uguale o superiore al 75% in almeno una arteria coronarica o ≥ 50% nell’arteria coronaria principale sinistra – costituivano il gruppo di casi.

Assumere troppi cereali raffinati aumenta il rischio di malattia cardiaca prematura

Per valutare i comportamenti dietetici dei partecipanti ed indagare l’associazione tra l’assunzione di cereali e l’eventuale rischio di PCAD in individui senza una precedente diagnosi di malattie cardiache, è stato somministrato loro un questionario per quantificare il consumo dei due tipi di cereali. Dall’analisi dei dati è emerso che una maggiore assunzione di cereali raffinati era associata a un aumentato rischio di PCAD, mentre l’assunzione di cereali integrali era correlata a un ridotto rischio di PCAD.

“Una dieta – ha affermato Mohammad Amin Khajavi Gaskarei, autore principale dello studio – che include il consumo di un’elevata quantità di cereali malsani e raffinati può essere considerata simile al consumo di una dieta contenente molti zuccheri e oli malsani”.

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Cereali integrali VS cereali raffinati

La differenza sostanziale tra cereali integrali (come pasta/riso integrali, farro, orzo, avena, segale, ecc) e cerali raffinati (come farina bianca, pane e pasta bianchi, crackers, grissini, ecc) è che i primi contengono l’intero chicco, mentre i secondi vengono macinati in farina. Tuttavia il processo di raffinazione comporta la perdita di gran parte delle sostanze nutritive benefiche contenute nel chicco. In particolare, viene asportata la parte esterna del chicco con tutto quello che contiene (dai minerali alle vitamine, dalle fibre alle sostanze fitochimiche), mentre viene risparmiato l’endosperma, principalmente composto di amido, ma può contenere anche oli e proteine. Successive trasformazioni nel corso del processo di produzione industriale portano poi alla eventuale disidratazione e all’aggiunta di sale, zucchero e grassi.

E’ necessario aumentare il consumo di cereali integrali

Poiché più studi hanno dimostrato che un aumento del consumo di cereali raffinati a livello globale ha un impatto negativo sulla salute generale, è importante informare le persone sui benefici che derivano dal consumo di cereali integrali e incoraggiare a consumarne di più. “Le tattiche da considerare – ha affermato Khajavi Gaskarei, co-autore dello studio – includono l’insegnamento nelle scuole e in altri luoghi pubblici, così come nei programmi televisivi, di scelte alimentari sane in un linguaggio semplice che la popolazione generale possa comprendere, continuando a fare ricerche di alto livello che vengano presentate a conferenze mediche e pubblicate su riviste scientifiche. Infine, i medici devono anche loro fare la loro parte, suggerendo pazienti cosa è meglio preferire a tavola”.

Fonte : Today